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Il mosaico che rivive grazie agli studenti-volontari

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I ragazzi del liceo Saffo di Roseto con il preside Viriol D'Ambrosio e la docente Gina Martella (foto Armando Di Antonio)

I ragazzi del liceo Saffo con il preside D’Ambrosio e la docente Martella (foto Di Antonio)

Il mosaico romano torna alla luce grazie agli studenti volontari. Non sempre la burocrazia – intendendosi per tale l’insieme delle regole (a volte complicate, illogiche e lente) imposte dall’apparato amministrativo – offre il suo lato peggiore alla nostra sensibilità. Nel caso del liceo Saffo di Roseto degli Abruzzi (Teramo), è addirittura una burocrazia dolce quella che ha consentito a una trentina di ragazzi di accedere volontariamente a un percorso formativo che consentirà loro di apprendere le tecniche del restauro “dal vivo”.

Saranno gli studenti delle prime due classi del liceo scientifico ad indirizzo ambientale e biomedico ad operare, sotto la direzione di un addetto della Soprintendenza ai beni archeologici, il recupero del pavimento appartenente a un’antica domus romana .

Particolare del mosaico rivenuto a Roseto degli Abruzzi

Particolare del mosaico rivenuto a Roseto degli Abruzzi

Il mosaico è stato ritrovato a Roseto nel corso dei lavori di ampliamento dello svincolo che dalla Statale 16 porta a Santa Petronilla (nei pressi dell’azienda Rolli) ed è costituito, dice la relazione archeologica, da tessere bianche di circa un centimetro che poggiano su un pavimento in cocciopesto.  Potrebbe appartenere a una villa romana databile approssimativamente tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale. Se ne saprà sicuramente di più durante il recupero previsto dal progetto “Dialogo col Passato”, iniziativa che non costringerà gli studenti a spostarsi dato che il mosaico sarà trasferito all’interno della scuola. Con il placet della Soprintendenza, che svolgerà funzioni di supervisione e controllo, il liceo “Saffo” di Roseto si è impegnato a restaurare il mosaico in più anni tramite il lavoro congiunto di studenti, docenti e tecnici esperti. Gli studenti che parteciperanno alle varie attività formative e di tirocinio saranno garantiti da un’apposita polizza assicurativa ed infortuni.

Il recupero, che tra i propri sostenitori annovera la Fondazione Tercas, è stato possibile grazie a una convenzione firmata dal preside del liceo Saffo, Viriol D’Ambrosio, che sottolinea come siano «punti di forza del liceo il rapporto forte e proficuo con il territorio e le numerose attività di laboratorio», e dal sindaco di Roseto Enio Pavone, soddisfatto insieme all’assessore alla Cultura Maristella Urbini di poter «coinvolgere i ragazzi in un progetto culturale di spessore che li aiuterà nella proprie attività formativa» .

Veduta d'insieme del mosaico

Veduta d’insieme del mosaico

«Già l’anno scorso – ci racconta durante la visita a scuola Gina Martella, archeologo e docente di italiano, latino e storia al Saffo, oltre che coordinatrice del progetto – portammo a termine un’esperienza simile partecipando a San Salvo allo scavo di una cella vinaria sotto la direzione del dottor Davide Aquilano della cooperativa Parsifal.  I ragazzi hanno imparato ad usare gli strumenti e a redigere la documentazione archeologica. Ora ripeteranno l’esperienza facendo uno scavo vero, reale, in cui ciò che emerge è ciò che loro  scavano. Con l’unica differenza che il mosaico verrà spostato qui e a scuola verrà una restauratrice della Soprintendenza a insegnare agli studenti alcune tecniche di restauro pavimentale. Ci avvarremo anche del laboratorio di scienze per scoprire l’esistenza di eventuali funghi che hanno colpito il reperto». L’incontro a scuola termina. Sorrisi aperti e pieni di belle speranze davanti all’obiettivo e al futuro. Sono loro, i ragazzi volontari.

 

Nicola Catenaro

Articolo pubblicato sul magazine “Cuore volontario” del CSV di Teramo nel numero di dicembre 2014

di Nicola Catenaro

mercoledì 28 gennaio 2015 alle 12:14

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