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Archivio per il 2017

Giulia e il tè con la mamma nella casa risorta dal sisma

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Concetta Giusti e sua figlia Giulia

Eccole, sorridenti, mentre brindano con due tazze fumanti al loro ritorno a casa previsto per ottobre. Ogni 6 aprile, verso le 17, prendono il tè nella casa che il terremoto ha distrutto e che, lentamente, sta risorgendo. È un rito, un «inno alla vita», dicono mamma e figlia. Lo fanno da otto anni. Da quella terribile notte in cui il pavimento della stanza da letto dove dormivano cedette e, improvvisamente, si trovarono sepolte dai detriti e dalla polvere. Mezze morte. Concetta Giusti aveva quarant’anni, la figlia Giulia tre e mezzo. «Dormivamo nel letto matrimoniale — racconta Concetta — mentre mio marito, Nazareno, che aveva il turno presto la mattina e non voleva disturbarci con la sveglia, era nella camera della bimba. La signora in nero ci aspettava al piano di sotto ma non è riuscita a prenderci».

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Scritto da Nicola Catenaro

venerdì 07 Aprile 2017 alle 18:10

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L’epopea hollywoodiana di Vincenzo controfigura di Charlot

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Vincenzo Pelliccione alias Eugene De Verdi

A Roma, negli anni Sessanta, potevi veramente credere di incontrare il mitico Charlie Chaplin in un bar del quartiere Appio Claudio, mentre sorseggiava un caffè, o negli studi di Cinecittà, mentre curava le luci per un film. La camminata insolita e i tratti del viso, anche in età avanzata, lo facevano somigliare in modo impressionante al celebre personaggio con la bombetta e il bastone di cui per anni è stato la controfigura. Vincenzo Pelliccione, in arte Eugene De Verdi, è stato più di un sosia di Charlie Chaplin. «Mentre lui provava le parti di tutti gli attori — raccontava Pelliccione alla Domenica del Corriere nel gennaio 1978 —, io dovevo star fermo, immobile, come l’omino Charlot. Servivo da termine di paragone».

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Scritto da Nicola Catenaro

martedì 07 Marzo 2017 alle 14:24

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Banco Alimentare, venti anni di «bene fatto bene»

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I volontari del Banco Alimentare, vent'anni di passione al servizio dei più deboli

Al servizio dei più deboli

Passato, presente e futuro in quattordici pannelli. Si intitola “C’è qualcosa di grande tra di noi. Il Banco Alimentare dell’Abruzzo: da 20 anni tra la gente, accanto ai poveri” la mostra documentaria realizzata in occasione del ventennale della sede abruzzese, a cura del giornalista Piergiorgio Greco, in esposizione nella sede centrale di via Celestino V a Pescara. Un affascinante percorso che ricostruisce le origini e i passi successivi con interviste, testimonianze, documenti, foto e numeri, e racconta cosa è oggi il Banco Alimentare dell’Abruzzo: una realtà stimata, in grado di affiancare con efficacia ed efficienza una rete di enti convenzionati di Abruzzo e Molise che assistono oltre 47 mila indigenti nelle due regioni.

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Scritto da Redazione

martedì 28 Febbraio 2017 alle 23:14

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