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Archivio per la parola chiave ‘chiodi’

«L’Abruzzo non è più corrotto del resto d’Italia»

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Nicola Trifuoggi

A L’Aquila, quando incontriamo Nicola Trifuoggi, c’è una fastidiosa pioggerellina che non consente neanche a chi è munito di ombrello di ripararsi.

È una sensazione per certi versi simile, ci viene da pensare, a quella di chi vorrebbe liberarsi da un incubo che invece gli sta sempre addosso e non lo fa respirare.

L’incubo vissuto da una città che, il 6 aprile 2009, si è vista crollare addosso non solo i muri delle case ma il diritto a un’esistenza normale. Il confronto con l’ex procuratore avalla i nostri pensieri.

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Scritto da Nicola Catenaro

giovedì 20 febbraio 2014 alle 23:37

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Chiodi su ripresa, sanità, rifiuti e inchieste

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Gianni Chiodi

Di seguito l’intervista rilasciata dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al magazine “Unindustria” di Confindustria Teramo e pubblicata nel numero di febbraio in corso di distribuzione.

Presidente Chiodi, lei propone un Patto per l’Abruzzo: è più alto il sacrificio che chiede al sistema produttivo o il beneficio che promette?

«Il Patto per l’Abruzzo è lo strumento che è nato per contribuire alla ripresa dello sviluppo in questa regione. Questa è l’idea che abbiamo del Patto e su questa impostazione intendiamo andare avanti…» Continua la lettura »

Scritto da Nicola Catenaro

domenica 06 marzo 2011 alle 11:51

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«Ricostruzione e macerie andranno di pari passo»

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Il presidente della Regione Gianni Chiodi

Ricostruzione e macerie andranno di pari passo. Man mano che la ricostruzione andrà avanti e sarà completata, e questo non potrà accadere prima di dieci anni, il problema delle macerie sarà risolto. A sostenerlo è il presidente della Regione Abruzzo e commissario governativo per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

Presidente, gli aquilani si lamentano del fatto che la ricostruzione non è iniziata.

“La ricostruzione è partita. Ci sono dodicimila cantieri a L’Aquila e undicimila persone che sono rientrate nella proprie abitazioni. Anche la ricostruzione pubblica è partita, con ottanta cantieri già attivati. Se si fa il confronto con altri terremoti, come quello in Friuli, dove la ricostruzione è iniziata dopo quattro anni, siamo in anticipo. Per quanto riguarda i centri storici, la ricostruzione spetta ai Comuni che devono redigere i relativi piani. Attribuire al Governo e al commissario una responsabilità su questo punto, è fuorviante. Abbiamo le risorse necessarie, per la ricostruzione abbiamo a disposizione due miliardi e mezzo di euro liquidi e un miliardo e mezzo in arrivo il prossimo anno dal Cipe. L’ultimo problema sono i soldi”.

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Scritto da Nicola Catenaro

martedì 11 gennaio 2011 alle 23:01

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