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Una legge per far risorgere il capoluogo d’Abruzzo

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S.Maria di Paganica

Ci sarà tempo fino al 6 marzo per firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per la ricostruzione dell’Aquila. Sono state raccolte già ventimila firme, ma ne servono cinquantamila.

E’iniziata il 27 febbraio e si concluderà il 6 marzo la settimana di mobilitazione per L’Aquila. In questi giorni in molte piazze d’Italia sarà possibile apporre la firma alla proposta di legge di iniziativa popolare scritta dai cittadini abruzzesi.

Il testo rappresenta un vero e proprio esercizio di democrazia, dal momento che alla sua stesura hanno partecipato centinaia di persone.

La proposta infatti è stata scritta inizialmente da cinquanta cittadini e successivamente e’ stata messa a disposizione di tutti su una piattaforma Wiki, così che ognuno ha potuto dare il proprio contributo modificando o implementando la proposta.

Versione dopo versione, si è arrivati alla stesura finale: una normativa applicabile in ogni territorio a rischio, che cerca di dare risposte democratiche alla prevenzione dei disastri ambientali e sismici e all’intervento, attraverso una trasformazione della politica dell’emergenza in politica della prevenzione, ma anche con l’istituzione di un fondo di solidarieta’ nazionale per le emergenze.

Intanto la ricostruzione del territorio abruzzese, denunciano i comitati di cittadini, prosegue in modo disordinato e poco trasparente. “Apprendiamo ogni giorno dai giornali di progetti sulla città, senza che siano mai stati oggetto di dibattito cittadino” spiega il comitato 3 e 32, costituitosi dopo il terremoto, “assistiamo a continue uscite estemporanee, di cui non capiamo la reale portata,  come nel caso dell’ipotetica costruzione di un nuovo ospedale, o l’infelice idea del parcheggio sotto la casa dello studente. Persino una delegazione haitiana, che abbiamo volentieri ospitato recentemente,non ha ricevuto risposte alle continue sollecitazioni di incontro con rappresentanti dell’amministrazione comunale. Un’amministrazione completamente assente dai veri problemi della città, dalla questione centro storico – con il permanere ormai ingiustificato della zona rossa che un’ordinanza del Sindaco potrebbe rimuovere immediatamente, che rimane assurdamente militarizzata –  a quella degli spazi sociali, per cui si costringono i cittadini a una continua questua di spazi al Comune stesso, alla Caritas e ai privati”.

Per saperne di più e conoscere i luoghi dove si può firmare

(Da AMISnet, agenzia multimediale di informazione sociale)

di Redazione

mercoledì 02 marzo 2011 alle 14:01

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