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Bosco Martese, sugli alberi i volti dei partigiani

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Uno studente posa a Bosco Martese davanti all’obiettivo di Luciano Adriani

“Passeggiavo in quei boschi e a un certo punto ho visto chiaramente quelle immagini come trasfigurate nella corteccia degli alberi. I nodi della corteccia, i segni sui tronchi, disegnano come per un effetto magico delle espressioni che in quel luogo sembrano arrivare dal passato, sembrano appartenere ai combattenti di quella battaglia. Ho immaginato che chiedessero aiuto, che ci implorassero di non scordarli”. Luciano Adriani, fotografo teramano con alle spalle una esperienza notevole anche come reporter, ha operato forse inconsapevolmente lui stesso una magia, vedendo qualcosa che altri non avevano ancora visto e riaccendendo i riflettori su un luogo, Bosco Martese, tanto celebrato e commemorato in passato quanto troppo spesso, almeno di recente, dimenticato o addirittura non conosciuto dalle giovani generazioni.

Così, offrendo un contributo alla memoria della celebre battaglia che fu teatro del primo scontro a fuoco partigiano in campo aperto, il 25 settembre 1943, Adriani ha tramutato le sue cronache in arte e, servendosi degli strumenti di lavoro, ha immortalato in maniera originalissima la memoria che ci appartiene.

Oggi e domani ancora, nel laboratorio di arte contemporanea L’Arca, a Teramo, si possono ammirare una quarantina di fotografie a colori, di varie dimensioni, che rievocano simbolicamente, come ben detto nella presentazione, un fatto storico e identitario per la comunità abruzzese: la battaglia di Bosco Martese, appunto, che sui Monti della Laga, nel Teramano, non vide caduti tra i partigiani, ma scatenò lo stesso giorno e nei giorni seguenti rappresaglie sanguinose dei militari tedeschi.

Una delle foto scattate da Luciano Adriani

La mostra di Luciano Adriani, patrocinata dal Comune di Teramo, è stata ideata dall’autore insieme all’associazione culturale teramana Artruv’Arte, che l’ha organizzata con la curatela di Anna Fusaro, giornalista culturale, e ritrae i tronchi degli alberi di quel bosco (dove ci sono faggi, abeti e querce), così come sono oggi, cogliendone però gli aspetti antropomorfi. Dagli alberi sembrano infatti riaffiorare i volti dei partigiani che in quei luoghi combatterono.

Adriani ha poi fatto in modo che il simbolismo degli alberi si rafforzasse con la presenza dei giovani (gli studenti della facoltà teramana di Scienze della comunicazione), che raccolgono idealmente il testimone da quei partigiani, per la maggior parte ragazzi della stessa loro età, per conservare e difendere il valore della memoria e della libertà.

Accanto alla mostra c’è anche un libro, “Bosco Martese – Testimoni del tempo”, edito dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani e Barbara Marramà, ad accompagnare la mostra personale del fotografo teramano. Il libro-catalogo, sostenuto dall’Università degli Studi di Teramo, contiene in totale 47 fotografie.

Le immagini sono introdotte dai testi di Dino Mastrocola (rettore dell’Università degli Studi di Teramo), Christian Corsi (preside della facoltà di Scienze della comunicazione), Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo), Andrea Core (assessore alla Cultura di Teramo), Francesca Della Monica (presidente dell’associazione culturale Artruv’Arte), dal contributo storico di Francesca Fausta Gallo (preside della facoltà di Scienze politiche dell’ateneo teramano e Ordinario di Storia moderna) e Pasquale Iuso (ordinario di Storia contemporanea), dalla presentazione della curatrice Anna Fusaro.

Luciano Adriani

di Nicola Catenaro

venerdì 15 ottobre 2021 alle 14:52

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