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Nido di tartarughe rare, spiaggia chiusa

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Il rinvenimento delle "tartarughine"

Un evento straordinario, quasi un miracolo, che ha obbligato il sindaco, Enio Pavone, a vietare temporaneamente la balneazione e il transito nel tratto di spiaggia interessato. Accade a Roseto degli Abruzzi, località balneare in provincia di Teramo nota per custodire la riserva naturalistica del Borsacchio. Per caso, pochi giorni fa, è stato scoperto sulla battigia, a pochi passi dagli ombrelloni, un nido di tartarughe marine della specie «Caretta caretta», protetta e a rischio estinzione.

Un avvenimento raro, dicono gli esperti, soprattutto in una zona così antropizzata. Dopo il recupero della prima tartaruga, sono finora stati immessi in acqua oltre venti esemplari. L’ultimo nella serata di ieri, mentre altre uova sono pronte alla schiusa.

Intanto, nel tratto di spiaggia transennato e protetto da apposita ordinanza sindacale, tra i lidi «Papenoo» e «La Rosa dei venti», a pochi metri di distanza da sdraio e ombrelloni, c’è un presidio di esperti e volontari che si danno il cambio per vigilare notte e giorno in attesa delle nuove nascite. Già si prevedono per il prossimo anno nuove nidificazioni, tra giugno e luglio, e altre nascite di tartarughe nel mese di settembre.

Il Comune di Roseto, l’Area Marina Protetta «Torre del Cerrano» e il Centro Studi Cetacei Onlus, per celebrare l’evento, hanno organizzato per domani (sabato), presso lo stabilimento balneare «La Rosa dei venti», l’immissione in acqua della prima piccola tartaruga rinvenuta, ribattezzata «Giulia» in onore della cittadina che l’ha casualmente trovata sulla spiaggia: Giulia De Nigris.

Le uova in attesa della schiusa

Un’operazione delicata, spiega il veterinario Vincenzo Olivieri, che la sta seguendo nella struttura specializzata di Montesilvano (Pescara) dove la tartaruga è attualmente ricoverata, visto che «dovrà avvenire nel rispetto della distanza di sicurezza di circa trenta metri dal pubblico per evitare che il naturale processo sia compromesso dall’istinto di difesa che ha nel frattempo sviluppato».

La nidificazione, avvenuta a giugno e nelle ore notturne, è stata opera di una tartaruga di almeno 20 anni «probabilmente nata qui visto che tornano a nidificare dove sono nate» aggiunge Olivieri . «Un luogo assolutamente non preparato e inimmaginabile per tale evento se pensiamo che questo sito non è stato mai segnalato e, a parte le isole, in Italia sono conosciuti altri pochi siti». In Comune la singola scoperta va già a braccetto con la promozione turistica. «Avrà sicuramente – dichiara l’assessore Maristella Urbini – importanti implicazioni sotto il profilo della valorizzazione del turismo ecocompatibile».

Nicola Catenaro

Da Corriere.it del 20 settembre 2013 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Nicola Catenaro

venerdì 20 settembre 2013 alle 23:45

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