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Fratello e sorella prendono i voti insieme

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Giuseppe e Concetta Altizii in chiesa

Le ha tagliato i capelli con dolcezza, come soltanto una persona cara sa fare. Lei ha accolto quel gesto con un sorriso riconoscente e ha iniziato felice il suo nuovo cammino. La cerimonia solenne, seguita da parecchi sguardi (quelli di parenti e amici commossi ma anche di alcuni curiosi) e illuminata dai flash di chi immortalava il singolare evento, si è svolta domenica all’interno del Duomo di Teramo. Qui Giuseppe e Concetta Altizii, fratello e sorella, 33 anni e un passato da studente di ingegneria lui, 31 anni e una laurea in Scienze della Formazione nel cassetto lei, hanno preso i voti insieme, nella città dove sono nati e cresciuti e dove, quasi quindici anni fa, hanno ricevuto la «chiamata». Da allora un lungo percorso di fede culminato nella decisione di diventare rispettivamente frate francescano e clarissa. Un destino analogo a quello di un illustre santo, San Berardo, patrono della città, e di Santa Colomba, anche loro fratello e sorella.

Giuseppe Altizii, a dire il vero, frate lo è già da un po’ ma è stato ordinato sacerdote solo alcuni giorni fa, a Pescara, nel convento francescano di Sant’Antonio dove attualmente si trova. E così domenica scorsa ha avuto la possibilità di celebrare la sua prima messa in un’occasione e in un luogo altrettanto speciali, quelli in cui la sorella intraprendeva il noviziato. È stato lui, come il rito vuole, a tagliare i suoi capelli mentre prendeva i voti alla presenza del vescovo della diocesi di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia. Un gesto dal forte valore simbolico con cui Concetta, ora suor Chiara Benedetta, ha iniziato il periodo cosiddetto di «discernimento» entrando in convento a Spello, nel monastero di Santa Maria di Vallegloria, dove resterà per due anni di riflessione e di «prova».

Fra Giuseppe e suor Chiara Benedetta con il vescovo Michele Seccia

Un cammino, quello di Giuseppe e Concetta, iniziato da bambini, grazie anche ai genitori Angelo, portiere dello storico hotel Abruzzi situato al centro di Teramo, e Maria, insegnante di religione, tutti e due ora in pensione. Gli stessi che, almeno all’inizio, racconta «fra Peppino» (come alcuni affettuosamente lo chiamano) «hanno fatto fatica ad accettare soprattutto la decisione di Concetta, che si dedica alla preghiera contemplativa e dalla clausura non può uscire se non in casi eccezionali». «Ora, però – rassicura Giuseppe -, i miei genitori sono contenti perché hanno visto la nostra gioia e hanno compreso che il Signore ha benedetto questa scelta». La decisione di entrambi, prosegue, «è maturata durante il percorso di fede che abbiamo seguito dopo aver compreso che Dio parlava alle nostre vite».

In questa esperienza i due fratelli sono stati accompagnati da padre Attilio Terenzio, un religioso che sa come parlare ai giovani e che li accoglieva durante gli incontri vocazionali svolti nel santuario della Madonna dei Lumi di Civitella del Tronto, immersi nello scenario naturale al confine tra Abruzzo e Marche. L’unico problema di Giuseppe e Concetta, d’ora in avanti, sarà vedersi. «Non sarà facile, lei non si può allontanare. Andrò a trovarla di tanto in tanto» risponde sorridendo fra Peppino.

Nicola Catenaro

Da Corriere.it del 24 settembre 2013 

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di Nicola Catenaro

martedì 24 settembre 2013 alle 22:40

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