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Elezioni, marito batte moglie e diventa sindaco

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Giuseppe D'Angelo e Ada Canali

Il marito si candida contro la moglie e stravince, ottenendo il 94,88 per cento dei consensi. Lui ora rischia di passare alla storia come uno dei sindaci più amati d’Italia, lei è stata scortata da uno sparuto gruppo di elettori negli angusti banchi della minoranza.

È accaduto a Casacanditella, piccolo e ridente comune in provincia di Chieti con appena 1.400 abitanti. Per una volta non sono stati problemi di cuore ma di quorum ad alimentare la contrapposizione, soltanto politica per carità (e nemmeno poi tanto) tra coniugi.

Per evitare che a concorrere per l’elezione del nuovo sindaco e del consiglio comunale fosse una sola lista, con l’inevitabile rischio di annullamento della competizione nel caso non ci si fosse presentati in numero sufficiente alle urne (almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto), la coppia – Giuseppe Erminio D’Angelo, funzionario comunale, e la consorte Ada Canali, consulente fiscale – ha deciso di dar vita a due liste diverse: la prima, capeggiata dal marito, è stata battezzata con il Ricominciamo di pappalardiana e battagliera memoria; la seconda, messa in piedi in quattro e quattr’otto dalla moglie, non ha voluto peccare di originalità e, per dar forma e sostanza alla sfida, si è fatta chiamare Il Salvagente.

Comizi, riunioni, cene, incontri con parenti, amici e simpatizzanti: il solito tran tran elettorale che, però, ha visto la “strana coppia” di duellanti agire spesso insieme. Più che una guerra, una santa alleanza per il bene di Casacanditella. Un po’ di confusione iniziale tra gli elettori, ma poi tutto si è superato. «Anche perché – spiega il neo sindaco D’Angelo – non c’è stata mai una reale contrapposizione tra di noi, abbiamo soltanto voluto evitare che le elezioni fossero invalidate». Ma, si sa, nell’Abruzzo di una volta, quello che fa capolino da alcuni incantevoli borghi dell’entroterra, la famiglia fa parte di tradizioni troppo forti da sradicare. Mica possibile scherzarci su. Così non tutti hanno capito che, in fondo, la battaglia era finta. «Qualche problema lo abbiamo avuto nelle frazioni – confessa Ada -, dove qualcuno ha pensato veramente che ci stessimo separando». E invece eccoli qui, Giuseppe e la moglie, uniti più di prima, mentre cenano insieme davanti alla tv. Stanchi ma soddisfatti che tutto sia filato liscio come da piano studiato a tavolino.

L’escamotage delle due liste, malelingue a parte, ha peraltro funzionato benissimo e D’Angelo è diventato sindaco con 705 voti. Solo 38 ne ha racimolati la sua Ada, pari al 5,11 per cento. Il paese, però, adesso ha il suo primo cittadino e può iniziare il rinnovamento tanto auspicato dalla coppia. A cominciare dai problemi di cassa che l’amministrazione comunale, come tutti gli enti locali in questa era così difficile, ha sul groppone dei propri contribuenti.

Litigi in aula non sono previsti: entrambi hanno promesso agli elettori di non alzare la voce in consiglio. Anzi, Ada ha espresso il desiderio di dimettersi al più presto per favorire l’ingresso di nuove leve: quei giovani che l’hanno aiutata, racimolando poche ma significative preferenze, a conquistare il seggio “salvagente” in consiglio. Perché Casacanditella, costi anche una fittizia «guerra dei Roses», vuole ricominciare.

Nicola Catenaro
20 maggio 2011
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(Da Corrieredellasera.it)

di Nicola Catenaro

venerdì 20 maggio 2011 alle 22:22

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