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Ortona, porto vietato agli scaricatori laureati

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Il porto di Ortona (www.paesionline.it)

Un corso di formazione gratuito, la speranza di trovare un lavoro nel deserto delle opportunità, la delusione e il dubbio di essere stati esclusi perché laureati o, peggio, donne. Dubbio che gli organizzatori si sono affrettati immediatamente a fugare. È accaduto ad Ortona, in provincia di Chieti, dove per il corso di “addetto alla movimentazione carichi merci portuali”, che molto sa dell’antico mestiere dello scaricatore di porto, hanno presentato la propria candidatura (anche da fuori Abruzzo) 105 disoccupati. Uomini e anche donne. Età media, 25 anni. Tra gli aspiranti corsisti, alcuni laureati in Giurisprudenza e Ingegneria.

Ad organizzare il corso, destinato a chi ha perso un lavoro o non ce l’ha mai avuto (una platea di quindici disoccupati o inoccupati, poi saliti a ventuno), è stata la “Rete portuale” di Ortona, unione di imprese locali, insieme ai partner tecnici Adecco formazione e Nexus.

Nell’annunciare la novità, agli inizi di giugno, si sottolineava che quella dell’addetto alla movimentazione carichi merci portuali è una figura professionale richiesta nei bacini portuali italiani. Ma ciò che alletta di più gli interessati, probabilmente, non è tanto la qualifica ma il fatto che il corso non costa nulla e promette subito (o quasi) lavoro. Un sogno per molti, di questi tempi. «Ci si deve accontentare ma almeno lo stipendio sembra una cosa sicura» devono aver pensato le sei donne e i giovani laureati che hanno deciso di partecipare. La presentazione studiata dagli organizzatori, peraltro, aiutava ad allontanare l’antipatico paragone tra il profilo delineato e quello meno blasonato dello scaricatore di porto. «Chi partecipa ai corsi – spiegava il presidente della Rete portuale, Barbara Napoliello – acquisirà conoscenze relative alla sicurezza in ambito portuale, agli elementi logistici e al linguaggio tecnico da utilizzare, anche in lingua inglese, per gestire in maniera efficace e sicura la movimentazione delle merci in porto».

Duecento ore di formazione, di cui 130 di teoria e 70 di pratica. il corso è iniziato lunedì e si terrà per tutto il tempo previsto all’interno dell’area portuale, dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio. Tra i partecipanti selezionati, tutti di Ortona e dei comuni limitrofi, non figurano né laureati né donne. Discriminati perché troppo competenti o inadeguati perché appartenenti al gentil sesso? Adecco, che ha provveduto alla selezione, respinge in una nota dubbi ed eventuali critiche: «Tutte le 21 figure scelte per partecipare al corso di formazione finanziato dal fondo Forma.Temp (un fondo per la formazione dei lavoratori con contratto di somministrazione, ndr) sono state selezionate perché con un profilo in linea con i requisiti richiesti dalle aziende». Insomma, semplice comparazione tra curricula, dicono, e niente più.

Nicola Catenaro

di Nicola Catenaro

mercoledì 26 giugno 2013 alle 16:10

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Pubblicato in Cronache,Storie

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