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Molluschi e crostacei “sentinelle” dell’acqua da bere

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Il mollusco utilizzato per l'esperimento

Molluschi e crostacei “sentinelle” della qualità dell’acqua potabile. Un progetto sperimentale, già in fase avanzata, che i ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale”, in collaborazione con la Ruzzo Reti Spa, l’ente gestore dell’acquedotto della provincia di Teramo, hanno avviato quattro anni fa.

Con risultati sorprendenti sia in termini di costi, molto bassi, sia in termini di efficienza, dato che il monitoraggio biologico consente il controllo in tempo reale dell’acqua che dalle sorgenti finisce sulle tavole della popolazione teramana.

Un sistema che la Ruzzo Reti affianca a quello, più tradizionale, del controllo puntuale dei parametri chimico-fisici.

I ricercatori dell'IZS Di Giacinto e Ferri

L’Izs “Caporale”, che utilizza per i propri scopi la stazione di biomonitoraggio situata a Casale San Nicola, nelle vicinanze del traforo del Gran Sasso, versante teramano, ha iniziato la sperimentazione prima ricorrendo a piccoli crostacei, chiamati in ambito scientifico Daphnia magna, e successivamente, affiancando a questi una serie di molluschi bivalvi d’acqua dolce, conosciuti come Anodonta Cygnea. Entrambi poco commestibili, a dire la verità, ma eccezionali per sapere immediatamente, attraverso l’osservazione del loro comportamento con una webcam, se nell’acqua sono presenti molecole estranee. Le variazioni dei loro movimenti vengono rilevate in maniera automatica da un software che, con algoritmi particolari, li traduce in segnali di allerta.

Il merito del progetto è dei ricercatori dell’Izs “Caporale” Nicola Ferri e Federica Di Giacinto, che hanno messo a punto questi strumenti innovativi capaci di identificare in maniera precoce situazioni di inquinamento. E il rischio contaminazione, nel ricordo dei teramani, non è poi così lontano, se si pensa all’incidente capitato nell’agosto del 2002, nei Laboratori del Gran Sasso, con lo sversamento di trimetilbenzene nel fiume Vomano durante un esperimento.

Nicola Catenaro

 

La stazione di biomonitoraggio dove si svolgono i controlli

di Nicola Catenaro

mercoledì 05 ottobre 2011 alle 12:55

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Pubblicato in Cronache

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