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A Sulmona l’asta dei “corpi di reato”

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Set di pugnali e coltelli di ladri e malviventi (foto di Giuliana Susi)

Centosessantotto corpi di reato, confiscati in 27 anni di lotta alla criminalità, sono andati all’asta a Sulmona, in provincia dell’Aquila. Tra gli oggetti in vendita, c’era anche un perfetto «kit da scasso»: martello, mazzuola, mazza in ferro, scalpello, punteruolo e leva in ferro o «piede di porco» che dir si voglia. Un set da far invidia ad Arsenio Lupin (con le opportune distinzioni del caso in favore dell’elegante ladro gentiluomo nato dalla penna di Leblanc) appartenente di sicuro a qualche professionista del furto attivo in Abruzzo negli anni Novanta. Il costo dell’attrezzatura? Appena 7 euro.

Un affare, se si considera che è ancora in buono stato e può essere utilizzata per scopi finalmente leciti. L’esecuzione di questi e altri beni è avvenuta martedì 13 settembre in tribunale, a cura dell’ufficio corpi di reato.

A Sulmona asta dei corpi di reato confiscati in 27 anni di lotta alla criminalità (Giuliana Susi)

Il magazzino dove erano risposti, colmo a causa di una lunga «raccolta» che durava da circa quindici anni, è stato vuotato e gli oggetti in esso contenuti, la maggior parte dei quali confiscati dopo l’arresto di ladri, rapinatori e altri malviventi, sono stati messi in vendita. A battere l’asta è stato il funzionario responsabile dell’ufficio Gip/Gup, Domenico Taglieri. Che, forse, prima di aprire le porte, alle 9 in punto, non si aspettava di trovarsi di fronte un centinaio di cittadini interessati ad avanzare offerte o più semplicemente curiosi di assistere alla vendita, annunciata qualche giorno fa dalla stampa locale.

L’oggetto più economico tra quelli all’incanto, stando alla stima del perito nominato dal tribunale, Pino Colarocco, era un coltello da cucina che si poteva portare a casa per soli 10 centesimi di euro, mentre tra quelli più costosi, 155 euro ciascuno, figuravano due falsi firmati Schifani (invece di Schifano) dipinti a smalto. I primi a essere aggiudicati sono stati una sella di tipo americano e alcuni gruppi elettrogeni. Uno di questi è stato acquistato da Giuseppe Lo Stracco, sindaco del piccolo Comune di Bugnara, sempre nell’Aquilano, deciso a regalare il generatore di corrente a un’associazione bisognosa della frazione di Torre dei Nolfi.

In vendita anche un falso firmato Schifani (invece di Schifano)

C’era l’imbarazzo della scelta, invece, per i collezionisti di oggetti da taglio: al primo posto figuravano infatti i pugnali (ben 78 pezzi), seguiti in ordine di importanza numerica da 22 ricetrasmittenti e 18 cacciavite. Ma c’erano anche diverse scimitarre e spade. Si trattava di oggetti che, come è stato precisato, al contrario delle armi possono essere detenuti a casa senza speciali autorizzazioni. E, poi, torce, pinze, martelli, asce, vanghe, roncole, cartucciere, bilancini di precisione (presumibilmente usati per la pesatura di stupefacenti), telefoni cellulari, bombole a gas, cannocchiali per fucili, biciclette, jeans e computer. Tutto a prezzi a base d’asta modici. Una motosega Mc Culloch costava 50 euro, un corredo di biancheria da casa – costituito da lenzuola matrimoniali, tovaglie e completi da bagno – si poteva acquistare al prezzo di 80 euro, gli amanti del baseball potevano comprare una mazza a soli 2,50 euro, gli appassionati di foto una vecchia Polaroid a 5 euro e, infine, per i motociclisti l’affare era rappresentato da due caschi omologati a soli 10 euro. La maggior parte dei beni è andata a ruba.

Nicola Catenaro
Pubblicato il 14 settembre 2011 su Corrieredellasera.it

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di Nicola Catenaro

mercoledì 14 settembre 2011 alle 22:47

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