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Teramo, sequestrato centro di fecondazione assistita

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L'ospedale di Teramo

Un intero reparto sotto sequestro per mancanza di autorizzazioni. Questa mattina i carabinieri del Nas e la Guardia di Finanza hanno sequestrato la divisione di fecondazione assistita della Asl di Teramo in seguito all’inchiesta condotta dal pubblico ministero Davide Rosati.

Il centro, aperto meno di un anno fa all’interno del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale cittadino, mancherebbe dell’autorizzazione richiesta da tempo alla Regione Abruzzo e dell’iscrizione, obbligatoria, nel registro tenuto dall’Istituto superiore di sanità. Gli indagati, attualmente, sarebbero il responsabile del centro, Francesco Ciarrocchi, il manager dell’Asl, Giustino Varrassi, e altre figure apicali dell’Azienda sanitaria.

Il sequestro è avvenuto a due settimane di distanza da un sopralluogo effettuato dai carabinieri del Nas di Pescara, che avevano evidenziato le carenze che hanno fatto scattare l’operazione di questa mattina. Dopo l’ispezione, lo stesso Ciarrocchi aveva sospeso le attività del centro, che si trova al quarto piano dell’ospedale Mazzini ed è costituito da quattro stanze adibite a laboratori e studio medico. Immediate le reazioni dei consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Peppino De Luca, i quali hanno rivolto un’interpellanza urgente al presidente della Regione, Gianni Chiodi, chiedendo le dimissioni del manager Varrassi. «Dopo l’incremento delle liste di attesa, la crescita della mobilità passiva e la riconferma di Varrassi con premio annesso pur in presenza di provvedimenti giudiziari a suo carico (riguardanti altre vicende, ndr) – hanno dichiarato -, riteniamo che Chiodi e la sua Giunta debbano prendere le distanze da Varrassi ed invitarlo a dimettersi».

«La tutela della salute del cittadino – ha detto Antonio Palagiano, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali – viene prima di qualsiasi cosa. È auspicabile, anzi necessaria, un’azione più incisiva, volta alla prevenzione su come avviene l’erogazione delle prestazioni sanitarie, anche nel campo della procreazione medica assistita. Purtroppo spesso si sorvola sui centri pubblici, poiché vengono considerati al di sopra di ogni sospetto». Anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, vuole vederci chiaro e ha immediatamente disposto un’indagine sui fatti che hanno portato al sequestro del centro di fecondazione assistita. A tale proposito, lascia intendere che potrebbe prendere presto i provvedimenti del caso, non escludendo l’eventuale azzeramento del vertice dell’Azienda sanitaria teramana.

Nicola Catenaro

Pubblicato su Corriere.it il 18 ottobre 2012

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di Nicola Catenaro

giovedì 18 ottobre 2012 alle 23:35

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