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Archivio per la parola chiave ‘corriere della sera’

Il caso del dipinto di Van Gogh in Abruzzo: «Non cercatelo, porta guai»

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La tela trovata da Montauti nel 1972

«Non cercate quel dipinto, non vi appartiene». È il 14 marzo 1979. Il sessantenne pittore teramano Guido Montauti, sul letto di morte, pronuncia le sue ultime parole e avvolge nel mistero la vicenda del ritrovamento della presunta tela di Van Gogh che, sette anni prima, gli aveva regalato la ribalta mediatica. A un secolo dalla nascita di Montauti, artista noto per aver fondato il collettivo ribelle «Il Pastore bianco» e attivo per un periodo anche a Parigi, la famiglia ammette di non sapere dove sia finita l’opera.

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Scritto da Nicola Catenaro

domenica 10 Giugno 2018 alle 0:00

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Giulia e il tè con la mamma nella casa risorta dal sisma

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Concetta Giusti e sua figlia Giulia

Eccole, sorridenti, mentre brindano con due tazze fumanti al loro ritorno a casa previsto per ottobre. Ogni 6 aprile, verso le 17, prendono il tè nella casa che il terremoto ha distrutto e che, lentamente, sta risorgendo. È un rito, un «inno alla vita», dicono mamma e figlia. Lo fanno da otto anni. Da quella terribile notte in cui il pavimento della stanza da letto dove dormivano cedette e, improvvisamente, si trovarono sepolte dai detriti e dalla polvere. Mezze morte. Concetta Giusti aveva quarant’anni, la figlia Giulia tre e mezzo. «Dormivamo nel letto matrimoniale — racconta Concetta — mentre mio marito, Nazareno, che aveva il turno presto la mattina e non voleva disturbarci con la sveglia, era nella camera della bimba. La signora in nero ci aspettava al piano di sotto ma non è riuscita a prenderci».

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Scritto da Nicola Catenaro

venerdì 07 Aprile 2017 alle 18:10

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L’epopea hollywoodiana di Vincenzo controfigura di Charlot

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Vincenzo Pelliccione alias Eugene De Verdi

A Roma, negli anni Sessanta, potevi veramente credere di incontrare il mitico Charlie Chaplin in un bar del quartiere Appio Claudio, mentre sorseggiava un caffè, o negli studi di Cinecittà, mentre curava le luci per un film. La camminata insolita e i tratti del viso, anche in età avanzata, lo facevano somigliare in modo impressionante al celebre personaggio con la bombetta e il bastone di cui per anni è stato la controfigura. Vincenzo Pelliccione, in arte Eugene De Verdi, è stato più di un sosia di Charlie Chaplin. «Mentre lui provava le parti di tutti gli attori — raccontava Pelliccione alla Domenica del Corriere nel gennaio 1978 —, io dovevo star fermo, immobile, come l’omino Charlot. Servivo da termine di paragone».

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Scritto da Nicola Catenaro

martedì 07 Marzo 2017 alle 14:24

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«Noi, cacciatori delle onde gravitazionali»

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Il team di Eugenio Coccia

Gli studenti arrivano alla spicciolata. Ci sono Akshat Singhal, 24 anni, e Imran Khan, 25, che pur provenendo rispettivamente da India e Pakistan (Paesi ostili tra loro) sono amici inseparabili. Akshat è innamorato della break dance e ha vinto anche dei premi da ragazzo. «It’s funny, è divertente» dice della sua passione. C’è Gang Wang, 30 anni, lui viene dalla Cina, nel tempo libero ama fotografare gli angoli nascosti della città, gioca a volley nella squadra della scuola. Poi c’è Shubhanshu Tiwari, 26 anni: è indiano e abita nella casa di una coppia di aquilani con cui passa anche il Natale giocando a carte. «I like torrone too much», confessa. C’è infine Lorenzo Aiello, 25 anni, che si divide tra l’astrofisica, il calcetto e il karate. «Sono cintura nera secondo dan» spiega. All’appello mancano Matteo Lorenzini, che ha qualche anno in più di loro e già lavora come ricercatore, e Viviana Fafone, docente universitaria a Tor Vergata.

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Scritto da Nicola Catenaro

mercoledì 23 Novembre 2016 alle 14:06

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di Storie

Parole chiave:

Antonio, l’ultimo custode del paesino «Questa è casa mia, non la lascio»

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Antonio Di Luigi

La piazza dove sorge la chiesa di San Michele Arcangelo è deserta. Il borgo di Castiglione della Valle, frazione di Colledara, comune teramano ai piedi del Gran Sasso con circa duemila abitanti (di cui 122 ora sfollati), risulta abbandonato dal terremoto del 6 aprile 2009. Se non fosse per Antonio Di Luigi, classe 1930, l’unico residente rimasto, così testardo da rifiutare i continui inviti del nipote Manuele Tiberii (che è anche il sindaco di Colledara) ad abbandonare la zona rossa, questo sarebbe un paese fantasma, uno dei tanti dell’Abruzzo montano.

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Scritto da Nicola Catenaro

martedì 08 Novembre 2016 alle 10:26

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di Storie

Parole chiave:

Il software dei ragazzi autistici «Così impariamo a comunicare»

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Massimo, Federico e Stefano

«Avevano il nostro stesso problema geni come Einstein, Steve Jobs e Alan Turing» attacca Stefano, 22 anni. «Rispetto a tutti gli altri, noi abbiamo un livello di percezione diverso» aggiunge Federico, 19. «Non è facile, ma dobbiamo lavorare perché ognuno di noi possa avere una vita normale» chiude Massimo, trentenne. Vivono in Abruzzo, sono tutti diplomati: il primo all’istituto per programmatori, il secondo alla scuola alberghiera, il terzo allo scientifico. E sono autistici. Affetti da quella che una volta era conosciuta come sindrome di Asperger e oggi è classificata come autismo ad «alto funzionamento».

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Scritto da Nicola Catenaro

domenica 21 Giugno 2015 alle 12:54

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«Da Boston dico grazie al prof del liceo»

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Gigliola Staffilani (ph. Storieabruzzesi.it)

«Quando papà all’improvviso morì, la situazione si fece complicata dal punto di vista economico. E mia mamma, che già manteneva mio fratello all’università, pensò per me un futuro da parrucchiera visto che il lavoro nei campi sarebbe stato troppo duro. Ringrazio quel professore che insistette perché io potessi proseguire gli studi. Lo vorrei incontrare di nuovo, non so neanche dove sia». A rievocare i ricordi drammatici e belli della propria adolescenza è Gigliola Staffilani, 49 anni, figlia di una famiglia di contadini di Villa Rosa di Martinsicuro, un paesino della costa abruzzese al confine con le Marche. Oggi è professore ordinario di matematica pura al Mit di Boston, l’unica italiana ad insegnare una materia così complessa in uno dei sacri templi della scienza dei numeri.

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Scritto da Nicola Catenaro

martedì 12 Maggio 2015 alle 10:06

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Estratta viva dalle macerie all’Aquila «Così mi sono liberata della paura»

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Marta Valente (ph. Storieabruzzesi.it)

Il sorriso contrasta con l’immagine che tutti conoscono di lei, rimasta sotto le macerie dell’Aquila per 23 ore e riapparsa come un miracolo il 7 aprile 2009. Marta Valente oggi ha 30 anni, lavora come ingegnere gestionale nel consorzio di imprese che governa in Abruzzo il Polo di innovazione dell’agroalimentare e guarda con ottimismo al futuro. La sua vita è serena. Ha imparato a scacciare gli incubi che la perseguitavano e seguito un corso di formazione per diventare «coach motivazionale», il professionista che aiuta gli altri a superare ostacoli e paure.

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Scritto da Nicola Catenaro

venerdì 20 Marzo 2015 alle 8:24

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Omicidio Jason, condannati il padre e la madre

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Denny Pruscino (Corriere.it)

Ergastolo per il padre, Denny Pruscino, 33 anni, e venticinque anni di reclusione per la madre Katia Reginella, 27 anni, entrambi originari del Teramano. La sentenza di primo grado per l’omicidio del piccolo Jason, il bimbo di soli due mesi scomparso nel mese di luglio del 2011 dall’abitazione dei genitori nei pressi di Folignano (Ascoli Piceno) e oggetto per mesi di disperate ed infruttuose ricerche (il corpicino non è mai stato ritrovato, di lui resta solo il fermo immagine di un video girato subito dopo la nascita), è stata emessa dai giudici della Corte di Assise di Macerata dopo sette ore e mezzo di camera di consiglio. La Corte ha riconosciuto a Katia Reginella, affetta da parziale vizio di mente, le attenuanti generiche con esclusione delle aggravanti.

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Scritto da Nicola Catenaro

giovedì 19 Giugno 2014 alle 10:10

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Gabriele, il militante Dc irriducibile

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Gabriele Piermattei saluta dalla sezione Dc di Catignano

Vade retro chi pensa che la Democrazia cristiana sia morta e sepolta. Come l’ultimo soldato giapponese, anche Gabriele Piermattei, 81 anni, vigile urbano in pensione, rifiuta l’idea di lasciare la postazione. Così ogni mattina, nel suo paese, Catignano, in provincia di Pescara, infila le chiavi nella toppa della sezione Dc di cui dal 1985 era segretario, entra e mette a posto scartoffie e cimeli. La sezione, che si trova in via Roma 16, all’interno di alcuni locali di proprietà della famiglia, è ferma a ventuno anni fa, cioè ai tempi della diaspora. La bandiera con lo scudo crociato, i ritagli de «Il Popolo» affissi al muro, il ritratto in bianco e nero di Alcide De Gasperi e non lontano la foto dello «zio Remo» Gaspari (sulla cui bara, in molti qui lo ricordano, Piermattei adagiò amorevolmente durante le esequie una storica bandiera della Dc risalente al 1946), i discorsi dei leader, la corrispondenza con i vertici del partito.

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Scritto da Nicola Catenaro

lunedì 09 Giugno 2014 alle 14:17

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