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La sfida dei 13 abitanti di Frattura: turismo sostenibile contro lo spopolamento

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Il borgo di Frattura (Corriere.it)

Si chiama Frattura e il suo nome sembra evocare un destino che pareva segnato, quello di un paesino dell’Abruzzo montano destinato a sgretolarsi e pian piano a svanire come in una cartolina ingiallita e consumata. Frattura è l’unica frazione di Scanno, il comune che dà il nome al caratteristico lago a forma di cuore che da questo borgo si può guardare dall’alto, e ha soltanto tredici abitanti. «I residenti sono formalmente di più, ma a viverci effettivamente sono rimasti davvero in pochi», spiega Paolo Casalvieri, 30 anni, insegnante di lettere (da cinque anni a Verona) nonché fondatore e presidente dell’associazione De Rerum Natura (omaggio al poema di Lucrezio sulla natura delle cose) che, tra i suoi scopi, si propone di evitare che Frattura, il paese in cui lui e gli altri membri dell’associazione sono cresciuti, diventi un borgo fantasma come tanti altri nella regione.

«Il progetto è nato due anni fa – prosegue Casalvieri – con l’obiettivo di evitare lo spopolamento delle zone rurali. Io e altri ragazzi siamo stati costretti ad abbandonare Frattura per studiare e trovare un lavoro. Questo però non ci ha impedito di mantenere i contatti con le persone del luogo e con le nostre origini». Con lui ci sono altri giovani, di età compresa tra i 25 e i 33 anni (Mario Colonico, Giulia Di Pietro, Luca Alessio Leone, Federica Nannarone, Adamo Sarra, Davide Tirino) che hanno sposato la stessa causa e stanno lavorando per «rendere più facile la vita di chi resta – spiega ancora Casalvieri – oppure decide di tornare». De Rerum Natura è un’Aps, un’associazione di promozione sociale, ed è appunto quello della «promozione» lo strumento principale utilizzato da chi ne fa parte. Punta cioè a suscitare interesse facendo conoscere il potenziale delle piccole aziende locali, gestite da giovanissimi imprenditori agricoli, attraverso eventi pubblici che si svolgono tra Frattura, Scanno e Sulmona e che a loro volta diventano un’occasione per assaporare i prodotti tipici attraverso degustazioni mirate ma anche per rispolverare le tradizioni del paese e dell’Abruzzo interno.

«C’è il laboratorio didattico – racconta il presidente – in cui produttori, coadiuvati da insegnanti, mostrano come fare la pizza, il pane o il miele oppure preparano gli gnocchi tradizionali, i chezzillitti. Gli eventi richiamano l’attenzione di centinaia di persone che qui apprendono il significato di mestieri antichi, il perché una volta si faceva in quel modo. E poi ci siamo noi a servire la cena, c’è l’accompagnamento musicale, spesso uniamo a queste cose anche la presentazione di libri di autori locali. Insomma, cerchiamo di creare occasioni per un turismo sostenibile che funzioni tutto l’anno lavorando anche tanto con i social». In primavera De Rerum Natura proporrà il trekking a cavallo, a luglio una nuova edizione della festa del pane e ad agosto l’evento annuale dell’associazione. Un entusiasmo che diventa contagioso man mano che si va avanti. «Molti giovani stanno tornando. E sono in tanti, da volontari, a darci una mano. La cosa funziona – conclude il presidente – e naturalmente ne siamo contenti».

Nicola Catenaro

Pubblicato il 19 febbraio 2024 sul Corriere della Sera

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di Nicola Catenaro

lunedì 19 Febbraio 2024 alle 0:00

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