Con Fiabosco sulla Maiella scolpiti nella pietra bianca miti e tradizioni d’Abruzzo
Due ettari di bosco, nel cuore del Parco nazionale della Maiella, proteggono quella che il suo ideatore, Peppe Millanta – scrittore e sceneggiatore oltre che fondatore della scuola di scrittura e arti narrative «Macondo» – definisce «area protetta dell’immaginario» e ha chiamato con un nome poetico, «Fiabosco», un angolo suggestivo (e fruibile gratuitamente da tutti) nato tre anni fa e situato nel comune di Sant’Eufemia a Maiella, in provincia di Pescara, a quasi novecento metri di altezza.
Nell’area spuntano, tra tappeti di foglie, radici di alberi secolari e massi, le sculture che ritraggono i personaggi del folklore e delle tradizioni popolari abruzzesi. Fate, draghi, diavoli, lupi mannari, giganti, la mandragora – la pianta delle streghe -, la ninfa Maja (da cui secondo alcuni deriverebbe il nome Maiella), la «pandafeca» (il mostro degli incubi e delle notti insonni) e altre creature fantastiche legate a leggende del territorio. Opere rigorosamente realizzate con la pietra bianca tipica di questa montagna e secondo i canoni della tradizione degli scalpellini locali da artisti, anche stranieri, innamorati dell’Abruzzo e chiamati negli anni a collaborare al progetto.
Il folklore
«L’idea iniziale – spiega Peppe Millanta – era quella di tutelare l’immaginario della regione, custodendo in un solo luogo tutti i personaggi del folklore e creando una sorta di riserva a tutela delle creature fantastiche. Il Fiabosco, la cui realizzazione è stata affidata alla Scuola Macondo dall’amministrazione comunale, si trova tra le montagne della Maiella e del Morrone, nel comune di Sant’Eufemia, e si può visitare liberamente attraverso un sentiero che si snoda tra gli alberi e che invita a riscoprire e a conoscere un mondo, quello fatto di storie antichissime, anch’esso in via di estinzione. Il nostro obiettivo è farlo diventare un ecomuseo».
Attualmente sono una trentina le opere ospitate nell’area. Ma il patrimonio di statue è destinato ad ingrandirsi anche grazie alla Fiabosco Academy, l’iniziativa che coinvolge i giovani in età scolastica e che si concretizza ogni anno nella realizzazione di una serie di lavori. «Abbiamo coinvolto i licei artistici abruzzesi, finora quelli di Chieti, Pescara, Lanciano e Vasto – racconta Millanta -, che ci lavorano tutto l’anno e poi ci consegnano le sculture».
Con i licei
L’area si è arricchita proprio quest’estate di due nuove opere portate a compimento dagli studenti. Le statue che hanno arricchito ulteriormente il Fiabosco sono anche queste in pietra bianca della Maiella e sono state realizzate durante l’anno scolastico dagli studenti del liceo artistico Gian Battista Vico di Chieti, seguiti dai docenti Francesco D’Incecco, Vincenzo Marinelli e Giorgio Falcone, e dai ragazzi del liceo artistico Pàntini Pudente di Vasto, con il docente Giuseppe Colangelo.
La pietra utilizzata proviene dalla miniera di Addario Camillo Group di Lettomanoppello, che l’ha donata ai ragazzi sposando le finalità del progetto, patrocinato dalla presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo e dalle Province di Pescara e di Chieti.
Le sinergie
«È il frutto – commenta il sindaco di Sant’Eufemia, Francesco Crivelli – di un lavoro di squadra che, in sinergia con lo stesso Comune e con il Parco nazionale della Maiella, premia la nostra area, diventata una delle attrazioni turistiche e culturali più ricercate d’Abruzzo.
Il tag Fiabosco, infatti, incuriosisce e la semplicità del percorso rende la passeggiata nel bosco tranquilla anche per chi ha poca confidenza con i percorsi montani. In più lo stesso progetto è diventato un vero e proprio salotto letterario all’aperto, infatti sono molte le associazioni, gli editori e gli appassionati che prendono spunto dalle opere per creare dei veri e propri eventi sui miti e leggende della nostra regione».
Nicola Catenaro
Pubblicato sul Corriere della Sera dell’8 ottobre 2024
