Benvenuti a Rurabilandia: l’agriturismo che include tra agricoltura e bottega
«Qui mi sento realizzato perché mi piace stare in mezzo alla gente», dice Giovanni, 38 anni, a cui hanno insegnato che muoversi sulla sedia a rotelle è solo un diverso modo di camminare. «Io mi occupo dell’accoglienza, do il benvenuto a chi entra», gli ruba la scena Simona, 32 anni, detta «uragano» per l’incapacità di stare ferma. Poi c’è Marco, 42 anni, baffetti alla Clark Gable, lo chiamano il «sommo poeta» perché è innamorato di tutte le sue colleghe alle quali regala collanine ed anelli che lui stesso realizza.
Ecco che si presenta Barbara, 32 anni, l’espressione distesa, è la «regina della meraviglia» perché nessuno, sottolineano gli amici, riesce a sorprendersi come lei. I volti di tutti sono sorridenti. La loro energia è contagiosa. Sono questi gli elementi che li accomunano, oltre ai problemi con cui convivono dalla nascita.
Sono gli ospiti – tra i 19 e i 47 anni – di Rurabilandia, società agricola nata nel 2008 ad Atri, in provincia di Teramo. La società, partecipata dall’Asp 2 di Teramo, gestisce una fattoria didattica e sociale in cui ragazzi e ragazze con disabilità psico-fisica seguono corsi, fanno attività teatrale, praticano sport e collaborano con gli operatori nella ristorazione.
Rurabilandia, infatti, è anche un vero e proprio agriturismo – quello che «fa bene al cuore» come recita lo slogan – che coinvolge sia i disabili sia i loro familiari. Così capita che i primi servano ai tavoli i piatti della tradizione mentre i loro genitori sono in cucina a preparare le pietanze. Chi vuole, poi, può acquistare i prodotti (farina, pasta, olio, vino) venduti allo scopo di finanziare i tanti progetti in corso.
La storia di Rurabilandia è antica e risale al testamento che Domenico Ricciconti, proprietario terriero e politico noto per il suo impegno in favore del suffragio universale, scrisse nel 1910 a soli 27 anni e che è all’origine della fondazione, a lui intitolata, che svolge servizi in favore dei minori (ad Atri per sua volontà nacque un orfanotrofio femminile) e, appunto, dei disabili. «Siamo nati come fattoria didattica – spiega Matteo De Lauretis, uno degli operatori maggiormente impegnati nelle attività – poi abbiamo avviato l’agriturismo e iniziato a gestire un centro diurno che fa corsi e laboratori. Le richieste sono in continua crescita. Facciamo banchetti, cresime, matrimoni e, contemporaneamente, inclusione lavorativa e sociale. Gli ospiti con disabilità impegnati nel centro diurno sono 38, di questi 22 lavorano nella ristorazione. Gestiamo circa cinquemila coperti l’anno». «Questa esperienza è bellissima perché ha cambiato totalmente il mio punto di vista», racconta Alessandra Luna Di Febbo, una delle operatrici. Non ci sono solo la fattoria didattica e l’agriturismo. L’inclusione si realizza anche attraverso un centro educativo aperto d’estate e rivolto a tutti i ragazzi (disabili e non), le performance della «Buona Compagnia Teatrale» (composta da 45 attori) e una squadra mista che partecipa al campionato interregionale di calcio paralimpico e sperimentale.
«Il nostro sogno nel cassetto è un progetto per il Dopo di noi – fa sapere Luciano Filiani, direttore di Rurabilandia – che abbiamo sottoposto al ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, quando è venuta a trovarci. Abbiamo un casolare a due piani, lo vorremmo ristrutturare e adibire a residenza per i nostri ospiti quando, un giorno, non avranno più i loro genitori». Rurabilandia è in fermento. Il ministro ha invitato i ragazzi al «G7 – Inclusione e Disabilità», che si terrà in Umbria dal 14 al 16 ottobre, e alla Conferenza mondiale sui diritti delle persone con disabilità, in programma nella sede dell’Onu a giugno. «Siamo onorati dell’invito – sottolinea Giulia Palestini, presidente dell’Asp 2 Teramo – e orgogliosi che il nostro lavoro stia dando i suoi frutti».
Nicola Catenaro
Dal Corriere della Sera del 30 aprile 2024
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