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Ciro il Lupo e il viaggio alla ricerca di noi stessi

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Ciro Manente

Ciro Manente

«Tutto quello che mi circondava scomparve. I rumori del bosco e il canto degli uccelli si spensero all’improvviso perché esistevano solo loro, esistevano solo i lupi… Nei loro occhi color ambra non c’erano paura e neppure aggressività ma solo curiosità. La natura amica mi stava facendo un dono di inestimabile valore e la magia di quel momento impresse dentro di me un’impronta indelebile». Chi parla, anzi chi scrive è Ciro Manente, Ciro il Lupo per gli amici, e il passo che riportiamo è tratto dal suo libro “Sulle tracce dei lupi” (Ricerche&Redazioni, 2018, 112 pagine), il racconto della sua esperienza nel profondo della natura abruzzese, tra boschi intricati e alte cime dorate di sole o umide di ombra.

Nel volume, dedicato ai genitori e al fratello Luca scomparso prematuramente e scritto a quattro mani con la moglie Anna Consalvo, notaio in Merano, dove oggi la coppia vive, Ciro racconta la sua infinita avventura, iniziata quando bambino inizia a risalire i fiumi Vezzola e Tordino di Teramo, la sua città, a metà strada tra l’Adriatico e il Gran Sasso, e proseguita con i suoi tour de  force in montagna che durano giorni e notti intere, queste ultime trascorse spesso su giacigli di fortuna, insieme ai suoi cani cecoslovacchi, quasi dei lupi anche loro, suoi migliori compagni di viaggio. Un’avventura che oggi continua con il “Branco del Lupo”, la compagnia da lui fondata per condividere con gli altri la sua esperienza.

Ciro insieme ai suoi cani. O sono veri lupi?

Ciro insieme ai suoi cani durante un’escursione

Mentre leggiamo il suo libro, ci colpisce il fatto che il viaggio di Ciro sembri davvero molto simile a quello del lupo, che lui incontrerà tante altre volte nel corso delle sue peregrinazioni, e la ragione è forse perché sono soprattutto la curiosità e l’istinto a guidarlo, tra pericoli schivati e pericoli semplicemente sfidati. Come un vero lupo, appunto.

È comunque un viaggio senza paura, il suo, alla ricerca di una dimensione quasi sovrumana, lontana dai ritmi e dagli obblighi della quotidianità a cui siamo abituati, sulle orme non tanto dei lupi quanto della parte più pura di noi stessi. Una ricerca che parte dall’osservazione e dall’ascolto della natura, risale i pendii della leggerezza e segue il percorso dei fiumi elevandosi verso un mistero intimo e universale allo stesso tempo. Non pretende di svelarlo, no, lo individua e lo lascia lì, intatto, solo per assaporarne il profumo benefico. Ma occorre coraggio anche per fare questo.

Il fascino del libro di Ciro Manente, di Ciro il Lupo, è la sua stessa testimonianza, ricca nella sua semplicità, profonda nella sua verità.

Il suo Abruzzo, l’Abruzzo dei lupi, emana un fascino contagioso perché ci riguarda. È la parte più autentica di noi.

Nicola Catenaro

Ciro, Anna e Reinhold Messner

Ciro, la moglie Anna Consalvo e Reinhold Messner

di Nicola Catenaro

lunedì 23 aprile 2018 alle 23:12

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