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Omicidio Jason, condannati il padre e la madre

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Denny Pruscino (Corriere.it)

Ergastolo per il padre, Denny Pruscino, 33 anni, e venticinque anni di reclusione per la madre Katia Reginella, 27 anni, entrambi originari del Teramano. La sentenza di primo grado per l’omicidio del piccolo Jason, il bimbo di soli due mesi scomparso nel mese di luglio del 2011 dall’abitazione dei genitori nei pressi di Folignano (Ascoli Piceno) e oggetto per mesi di disperate ed infruttuose ricerche (il corpicino non è mai stato ritrovato, di lui resta solo il fermo immagine di un video girato subito dopo la nascita), è stata emessa dai giudici della Corte di Assise di Macerata dopo sette ore e mezzo di camera di consiglio. La Corte ha riconosciuto a Katia Reginella, affetta da parziale vizio di mente, le attenuanti generiche con esclusione delle aggravanti.

Oltre alla condanna, Denny Pruscino dovrà restare per sei mesi in isolamento diurno. Soddisfazione parziale per l’accusa, che aveva chiesto per tutti e due l’ergastolo e un periodo di isolamento per i reati di omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

Secondo la tesi del pm Cinzia Piccioni, il piccolo – nato da una relazione della madre con un altro uomo e riconosciuto da Pruscino dopo il matrimonio con la donna – è morto dopo essere stato scaraventato da Denny contro il divano del salotto e in particolare per aver battuto violentemente la testa contro la parte rigida della poltrona. Sarebbe stata la paura delle conseguenze dell’incidente, sopraggiunta nella coppia, a spingerli ad occultare in fretta e furia il cadavere in un luogo che, peraltro, entrambi non sono stati mai in grado di indicare. In questi anni, poi, entrambi hanno sempre riferito versioni diverse dell’accaduto addossandosi reciprocamente la responsabilità del fatto. La donna raccontò che il marito aveva spinto con violenza il bimbo contro un mobile perché piangeva troppo. Lui, invece, accusò la moglie di non aver voluto portare il piccolo in ospedale. Denny, che ha ammesso con i compagni di cella di essere l’autore del delitto, ha sempre sostenuto di aver fatto tutto insieme a Katia e comunque con il suo consenso. Per mesi gli inquirenti hanno cercato il corpicino di Jason tra il paese di Folignano e i boschi di Casteltrosino, nella zona in cui sia Denny sia la moglie riferivano di averlo gettato di notte chiuso in un sacco dell’immondizia. Successivamente il marito disse che il corpo era stato sepolto vicino al cimitero di Maltignano, nei pressi dell’abitazione di Piane di Morro dove i coniugi avevano abitato. La scomparsa del piccolo non fu segnalata dalla coppia ma dai servizi sociali. Denny e Katia, nella prima fase, dissero infatti di aver lasciato il piccolo da altri familiari per il timore che potesse essere portato via così come gli altri due figli della coppia affidati dal tribunale dei minori, in seguito a maltrattamenti accertati, ad altre famiglie.

«L’emotività e le suggestioni sono prevalse sulla ragione, il diritto e le prove – è stato il commento alla sentenza dell’avvocato Vincenzo Di Nanna, legale di Katia Reginella–, non è infatti configurabile né dal punto di vista fattuale né dal punto di vista giuridico il concorso di lei nell’omicidio che, materialmente, è stato posto in essere dal marito. Continueremo la nostra battaglia». L’avvocato Di Nanna, sostenendo che la donna è stata sottoposta nel 2011 ad un «interrogatorio-tortura» con cui sarebbe stata indotta a mimare «la condotta omicidiaria del marito» con un bambolotto di plastica, ha deciso di ricorrere alla Corte Europea dei diritti in base all’articolo 3 della Convenzione del diritti dell’Uomo. Il difensore ha sempre insistito sulle ridotte capacità mentali di Katia e sui suoi disturbi di personalità oltre che sulla sua difficoltà a ricordare, chiedendo l’assoluzione della donna per non aver concorso nell’omicidio ed escludendo qualsiasi dolo. Lei e i figli, secondo la tesi di Di Nanna, sarebbero stati sempre e solo vittime dei maltrattamenti di Denny.

Nicola Catenaro

Da Corriere.it del 18 giugno 2014 
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di Nicola Catenaro

giovedì 19 giugno 2014 alle 10:10

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