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Roberto Michilli e le quaranta poesie di Lermontov

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La copertina del libro

Giovedì 22 maggio, alle ore 17, presso la Biblioteca Provinciale “Melchiorre Delfico” di Teramo (Sala Audiovisivi – secondo piano), si terrà la presentazione del libro Quaranta poesie di Michail Jur’evič Lermontov (traduzione e cura di Roberto Michilli). Oltre a Roberto Michilli interverranno Luigi Ponziani (direttore della biblioteca), Leandro Di Donato, Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi. Letture di Antonella Ciaccia.

In Italia la fortuna di Lermontov è legata quasi esclusivamente a Un eroe del nostro tempo, edito nel 1840 e destinato a inaugurare la stagione dei grandi romanzi russi, mentre la produzione poetica continua a essere una terra pressoché inesplorata. L’unico a confrontarsi sistematicamente con i versi di questo astro fugace delle lettere russe è stato Tommaso Landolfi, che ha tradotto con esiti mirabili quasi tutti i poemi e un’ampia scelta delle liriche, privilegiando decisamente quelle più precoci, anteriori al 1837.

È proprio a partire da questa data, con l’elegia La morte del poeta, che Lermontov raccoglie consapevolmente il testimone di Puškin, mentre la sua esistenza si lancia in una corsa tumultuosa che troverà troppo presto la sua tragica conclusione a Pjatigorsk, nel Caucaso. La presente antologia sceglie di attingere a piene mani dalle prove poetiche della maturità, prevalentemente inedite in Italia, per offrire al lettore, nel bicentenario della nascita di Lermontov, la possibilità di un incontro con alcune tra le pagine più intense della grande lirica romantica.

L’autore
Michail Jur’evič Lermontov (1814-1841) è uno dei rari artisti della parola che hanno saputo esprimersi agli stessi livelli di eccellenza nella poesia, sia lirica sia narrativa, nella prosa, nella drammaturgia e nella traduzione. Nella letteratura russa chiuse l’epoca d’oro della poesia e con Un eroe del nostro tempo aprì quella altrettanto gloriosa dei grandi romanzi. Se a ciò si aggiunge che era anche un buon pittore, componeva musica, suonava da virtuoso diversi strumenti e come ufficiale di cavalleria combatté più volte in battaglia dimostrando sempre uno straordinario coraggio, si capirà perché valga la pena di avvicinarsi alla figura affascinante e per molti aspetti ancora misteriosa di questo giovane genio irrequieto, morto a soli ventisei anni in un duello che sembra preso pari pari dal suo romanzo.

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di Redazione

giovedì 15 maggio 2014 alle 21:56

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