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Pietracamela libera dall’incubo del masso

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L'esplosione del masso a Pietracamela

Pietracamela è libera dall’incubo del masso (come si può guardare nel VIDEO e nella FOTOSEQUENZA). In anticipo rispetto al programma predisposto in Prefettura, intorno alle 13,30 il borgo alle pendici del Gran Sasso ha assistito al gran botto, annunciato da alcuni squilli di tromba. E, nel giro di qualche minuto, senza danni a cose o persone, l’operazione di eliminazione del gigantesco agglomerato roccioso alto come un edificio di sei piani (di circa 1.000 metri cubi il suo volume) é stata completata. Utilizzati circa 450 chili di esplosivo e una serie di micro cariche che hanno reso possibile, contemporaneamente, sia il distacco sia la frantumazione del blocco roccioso situato in equilibrio precario a Capo Le Vene, l’area sovrastante l’abitato del paese già interessata da un’enorme frana il 18 marzo 2011.

Il gigantesco masso, ora rimosso, era ciò che rimaneva ancora «appeso» alla montagna dopo il crollo.

Le operazioni propedeutiche al disgaggio (trasporto del materiale, evacuazione, posizionamento dei sismografi e caricamento mine), favorite dalle buone condizioni meteo, si sono svolte senza intoppi. Rilevanti i dispositivi di sicurezza posti in essere da polizia, vigili del fuoco, 118, Croce Rossa e uomini del Soccorso Alpino insieme al Comune. Le forze in campo sono state coordinate da un posto di comando istituito a ridosso della «zona rossa», compresa in un raggio di 400 metri dal punto in cui poi sono state fatte brillare le cariche di esplosivo.

All’alba i residenti in tale perimetro erano già stati fatti allontanare dalle abitazioni e accompagnati, se non già ospiti di parenti ed amici, in una struttura ricettiva nella vicina località sciistica dei Prati di Tivo. Disposto il divieto di effettuare escursioni e raccolta funghi. Interdetto per l’intera durata delle operazioni anche il transito lungo le strade di collegamento con Pietracamela, così come vigeva il divieto assoluto di sorvolo dell’area. Il prefetto di Teramo, Valter Crudo, ha vigilato su tutte le fasi dell’operazione. «Non ci siamo liberati solo dall’incubo del masso – ha commentato dopo l’esplosione il sindaco, Antonio Di Giustino -, abbiamo anche riaperto la strada allo sviluppo turistico di uno dei borghi più belli d’Italia. Speriamo di completare presto l’intero programma di azioni contro il dissesto idrogeologico del nostro territorio».

Nicola Catenaro

Da Corriere.it del 20 dicembre 2013 

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di Nicola Catenaro

domenica 22 dicembre 2013 alle 12:04

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