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Bimbo dimenticato nello scuolabus, autista suicida

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Un anno e mezzo fa era stato accusato di coprire il collega che aveva dimenticato un bimbo di quattro anni nello scuolabus che guidava. Ieri si è ucciso, impiccandosi nella sua abitazione. Protagonista di questa storia triste è G.V., 49 anni, di Montorio al Vomano (Teramo). Si è tolto la vita nella tarda serata, dopo essersi chiuso all’interno del bagno. Nessun sospetto che potesse compiere un simile gesto da parte dei familiari, i quali, solo successivamente, non vedendolo uscire, hanno forzato la serratura e sono entrati nella stanza facendo la macabra scoperta. I tentativi di rianimarlo sono andati a vuoto. Per l’autista, ormai, non c’era più nulla da fare. Sul posto, oltre al personale del 118, sono arrivati i carabinieri per i rilievi di rito. Il nulla osta alla sepoltura è stato già disposto.

DENUNCIA – C’è chi ora sostiene, tra le persone a lui vicine, che gli strascichi giudiziari della vicenda per la quale era imputato per favoreggiamento, oltre alla recente separazione dalla moglie, avessero contribuito a segnarlo profondamente. L’autista, nel novembre 2011, era rimasto coinvolto, insieme ad altri, nell’inchiesta aperta dalla magistratura di Teramo per il caso del bimbo dimenticato per diverse ore all’interno dello scuolabus guidato dal collega. Si evitò per poco la tragedia e i genitori si rivolsero a un legale per denunciare che lo scuolabus era rimasto parcheggiato per quattro ore (con il figlio all’interno) nei pressi del campo sportivo di Montorio per essere ripreso solo alle 13.

INDAGINE – La mamma, in particolare, riferì che il bimbo aveva tentato in tutti i modi di farsi notare suonando il clacson e che, dopo tanto spavento, lo aveva trovato completamente sotto shock. Gli addetti del consorzio che gestiva per conto del Comune i servizi di trasporto, l’autista e l’assistente (il primo accusato anche lui di favoreggiamento e la seconda di lesioni), si erano accorti solo in un momento successivo, secondo la ricostruzione della Procura, che il bambino era rimasto a bordo per l’intera mattinata. L’amministrazione comunale avviò un’indagine interna e, in seguito, scattò quella della Procura. Un episodio, quello di Montorio, che riporta alla mente la tragedia di Elena Petrizzi, la bimba dimenticata dal padre Lucio, docente universitario a Teramo, nel parcheggio dell’ateneo per cinque ore. Un ricordo che il padre ha avuto la forza di raccontare, in una toccante intervista al Corriere della Sera, solo recentemente.

Nicola Catenaro

Da Corriere.it del 14 agosto 2013 
 
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di Nicola Catenaro

mercoledì 14 agosto 2013 alle 22:38

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