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Diario di Alberto: dissi no e diventai un numero

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La lapide che ricorda Alberto Pepe

“Ufficiale di Artiglieria teramano, partecipò alla Campagna di guerra in Croazia e dopo l’8 settembre 1943 non accettando la collaborazione con i tedeschi, fu arrestato dai nazisti e tradotto in Germania con il numero 63313. Recluso in vari campi di concentramento come quello di Wietzendorf dove incontrò vari teramani (tra cui Carino Gambacorta successivamente Sindaco di Teramo) prima del suo trasferimento nel campo di “rieducazione al lavoro” di Unterluss, nei pressi di Amburgo, lasciò il diario che era parte della sua vita ai suoi compagni di prigionia che lo custodirono.

Il diario fu riportato da Ezio Di Curzio alla moglie Rosina. Le sua pagine racchiudono tutta l’angoscia di un uomo che continuò a sperare fino alla fine nella libertà. Morì a seguito di torture e vessazioni il 4 aprile 1945. Il diario della Prigionia “Cara Rosina” è stato edito dall’Istituto Abruzzese per la Storia d’Italia dal fascismo alla resistenza.” Questa la biografia di Aberto Pepe, Medaglia d’Argento alla memoria.

In occasione della “Giornata della Memoria” in cui si celebra il ricordo delle vittime dell’Olocausto e del Nazi-fascismo il Comitato Provinciale dell’ANPI e l’Associazione “Teramo Nostra” hanno organizzato, nella mattinata odierna, la commemorazione del Militare Teramano Alberto Pepe – Medaglia d’Argento alla Memoria e di tutte le vittime dei campi di concentramento nazisti.
L’iniziativa si è svolta presso la Villa Comunale “Stefano Bandini” di Teramo, dove è presente una lapide che ricorda il sacrificio di Pepe e quello dei tanti militari internati nei lager nazisti.

Ad aprire la celebrazione il Presidente Provinciale dell’ANPI Antonio Franchi che ha spiegato l’importanza del mantenere costante l’attenzione sul nostro passato, affinché non sia stato vano il sacrificio di chi ha dato la propria vita per la nostra libertà e la democrazia. Il Presidente di “Teramo Nostra” Piero Chiarini ha salutato i presenti ricordando che la nostra Provincia Medaglia D’Oro della Resistenza ha conosciuto fatti e personaggi di spicco della Lotta di Liberazione, mentre qualcuno ha tentato, qualche anno fa, di cancellare tutto ciò, con la vergognosa venuta in Città del negazionista Faurisson.

Il Consigliere Comunale e Presidente della Commissione Cultura del Comune di Teramo Marco Tancredi ha portato i saluti dell’Amministrazione cittadina, ricordando il suo stato d’animo dopo aver visitato, in passato, il campo di concentramento di Dachau in Germania. Il Segretario Provinciale dell’ANPI Mirko De Berardinis, ha poi ricostruito la biografia di Alberto Pepe, ribadendo l’importanza del “passare il testimone alle nuove generazioni”, come avvenuto anche nella giornata precedente al Liceo “Milli” di Teramo, per mantenere viva la memoria.

Subito dopo è stata deposta una corona d’alloro sulla lapide di Alberto Pepe alla presenza dei famigliari, tra cui il suocero Sandro Melarangelo e i nipoti Alberto e Marino Melarangelo. Prima della conclusione della celebrazione, due poeti teramani, Giovanni Di Girolamo e Vittorio Verducci, hanno letto alcune poesie dedicate al ricordo della tragedia dell’Olocausto.

Mirko De Berardinis

Segretario Provinciale ANPI Teramo

La celebrazione di Alberto Pepe tenutasi a Teramo il 27 gennaio 2013

di Redazione

domenica 27 gennaio 2013 alle 17:16

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