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Il superfumettista teramano della Marvel

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Carmine Di Giandomenico

Carmine Di Giandomenico, teramano, 39 anni, fumettista. Com’è nata questa passione?

«La passione per i fumetti nasce da piccolo. Ero affascinato da quelli che mi portava mia zia da Bologna, gli albi giganti dell’edizione Corno con i supereroi Spiderman e Capitan America. Il vero flash l’ho avuto però quando, subito dopo l’uscita del film Superman con Christopher Reeve,  mi fu regalato l’album di figurine con questo supereroe in copertina. È lì che sono impazzito per i fumetti. Dall’impatto grafico e visivo ho iniziato ad approfondire le storie. E parallelamente ho scoperto di condividere questa passione con mio padre, che conservava ancora le strisce di Flash Gordon, Mandrake e Phantom. Ho divorato anche quelle. Leggevo le storie dell’Uomo Ragno e degli altri supereroi ma anche le storie della Disney di Paperino e Topolino».

Quando hai iniziato a disegnare?

Il "Mandarino", personaggio delle storie di Iron Man, disegnato da Di Giandomenico

«Ho iniziato dopo essermi iscritto al Liceo Artistico, dove ho appreso le nozioni di anatomia e di prospettiva che mi sarebbero servite per iniziare a disegnare. All’epoca non c’erano scuole di fumetto come ci sono ora (una di queste è l’Accademia del fumetto a Pescara, dove lo stesso Carmine è docente, ndr) e, dunque, il percorso che ho seguito è stato molto da autodidatta. Ho iniziato invece a lavorare come fumettista grazie alla casa editrice di Daniele Brolli, con il quale mi mise in contatto un altro disegnatore teramano, Adriano De Vincentiis, che ora lavora per il mercato francese ».

Come sei stato contattato dalla Marvel?

«Ho inviato una semplice e-mail a Joe Quesada, allora il direttore artistico della Marvel Comics, dopo una serie di contatti sul forum del suo sito. Fui sorpreso dal fatto che lo stesso Quesada si dimostrasse interessato alle cose che postavo e chiedesse di approfondire i miei lavori. Poco dopo fui messo sotto contratto».

È difficile imparare a disegnare fumetti?

«La prima cosa da allenare è l’occhio, non tanto la mano. Non si tratta infatti solo di una funzionalità tecnica. Occorre razionalizzare prima l’oggetto, capire che ogni figura ha il proprio spazio. Per i giapponesi o i cinesi, ad esempio, è un esercizio facile. Loro adottano già un approccio simile a quello di chi disegna per scrivere».

Leggere o disegnare fumetti. Sono due piaceri diversi oppure no?

«Sì. Devo ammettere che, quando leggevo un fumetto, da bambino, sognavo di più rispetto ad ora. Quando sei dentro al meccanismo di produzione, le cose un po’ cambiano. Ora leggo una storia e cado nell’errore di andare a guardare gli aspetti tecnici piuttosto che la struttura. Sei sempre dentro al fumetto, ma è diverso».

Carmine Di Giandomenico durante l'intervista

Chi sono e cosa rappresentano per te i supereroi?

«Credo che i supereroi siano la trasposizione in chiave moderna degli antichi dei, personaggi della mitologia con grandi poteri ma con i problemi e le debolezze degli uomini. Sono attratto dai supereroi perché mi ricordano la mia infanzia, le suggestioni e i profumi di quell’età. Tuttavia, il mio amore è per il fumetto in generale come modo di raccontare storie. Inseguendo questa passione, ho avuto l’opportunità di collaborare anche alla realizzazione di cose diverse, come ad esempio il personaggio di Giulio Maraviglia o la distopia de La dottrina, insieme allo sceneggiatore Alessandro Bilotta. Con la Marvel ho reso invece concreto il sogno di riscrivere le origini di alcuni personaggi come Daredevil o Magneto».

Quante ore lavori al giorno?

«Anche dieci-undici ore al giorno, per poter rispettare le scadenze».

Quanto ci vuole per scrivere una storia?

«Dipende da quante cose ci sono in sceneggiatura. Faccio un esempio: una storia di Dylan Dog, che dura 96 pagine e si legge in venti minuti, è vecchia di un anno e mezzo. Nel senso che ci vuole almeno un anno per realizzarla».

Un po’ come osservare le stelle…

«Già, la luce dei fumetti viene dal passato».

 

Nicola Catenaro

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Il Daredevil di Di Giandomenico

di Nicola Catenaro

mercoledì 04 luglio 2012 alle 12:43

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