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L’arte di Bruno, fabbro inventore

2 commenti

Bruno Di Donatantonio

Ha compiuto 90 anni Bruno Di Donatantonio, ma certamente non li dimostra. Sarà quel paio di occhiali da sole dietro i quali nasconde il suo sguardo o sarà tutto merito della sua intensa vita? Bruno non è un artista, né un poeta, né tanto meno un inventore, ma semplicemente un fabbro, come si definisce lui stesso, che ha saputo trasformare il suo mestiere in un’arte inventiva poliedrica.

Bruno, com’è iniziata la tua “arte inventiva”?

«Ero il secondo di cinque fratelli e così fin da bambino frequentavo la bottega di papà Gaetano qui a Montorio al Vomano (Teramlo), dove ho imparato i primi rudimenti del mestiere di fabbro. Nel 1932, terminata l’allora scuola dell’obbligo, l’elementare, iniziai a lavorare stabilmente nella bottega paterna come apprendista. Nel tempo libero iniziai a dipingere ispirandomi alla mia Montorio o alla Bibbia».

 

Una delle opere di Bruno

Tra le tue opere vedo anche dei ritratti a matita intensi ed espressivi. Ma ti ha insegnato qualcuno a dipingere?

«No, non ho ricevuto alcun insegnamento. Mi sedevo e mettevo all’opera la mia mano. Vedi questa foto? Mi ritrae mentre disegno. Qui ero un giovinetto ma già iniziavo a pensare. Durante la seconda guerra mondiale mancavano gli aghi per le macchine da cucire, così mi misi all’opera per produrli io personalmente. In questo modo vennero rifornite fabbriche di tre regioni: Abruzzo, Marche e Molise».

Ma quando è avvenuto il passaggio dalla bottega allo stabilimento?

«Dopo la guerra decisi, con mio fratello Nino, di mettere a frutto gli insegnamenti paterni sulla lavorazione dei metalli e così ci adoperammo per metter su un piccolo stabilimento per la produzione e commercializzazione di mobili e letti in lamiera, che diventò famoso in tutta la regione per la qualità e l’innovazione delle soluzioni proposte all’epoca. Disegnavo e progettavo personalmente i miei mobili, cercando sempre qualcosa di nuovo. Iniziai così a pensare anche a componibili per l’arredamento della cucina. Buttai su un pezzo di carta qualche schizzo per ideare gli stampi per la lavorazione della lamiera e lo sviluppo del manufatto in ogni fase della fabbricazione. Da quel momento io e Nino iniziammo a progettare e produrre cucine complete in lamiera all’ “americana”. Una vera e propria novità non solo in Abruzzo ma anche nel centro sud dove le iniziammo a vendere. Nel giro di qualche anno passammo così da sei a venti operai. Ma non ero ancora soddisfatto, volevo inserire nel nostro catalogo anche mobili per ufficio. Dopo qualche notte insonne passata a fare degli schizzi iniziai a progettare e realizzare speciali forni e cabine di verniciatura per la lamiera. Vedi con questo brevetto nel 1958 prendemmo la medaglia d’oro per il progresso economico. Ma continuavo a pensare sempre, nonostante la mia licenza elementare. Iniziai ad occuparmi delle scrivanie e degli armadi in metallo e a ragionare per cercare nuove soluzioni per la lavorazione del metallo».

E la pittura?

«Nel pochissimo tempo libero a disposizione continuavo anche a dipingere. Molti galleristi si fecero avanti per acquistare i miei acquarelli e i miei oli, ma io preferii regalarli semplicemente ad amici ed appassionati per condividerne con loro l’amore per l’arte».

Ma la tua azienda è poi passata a produrre mobili in melaminico e di sedute per ufficio.

«Sì, negli anni 70, per contrastare la crisi economica che investì il nostro paese e continuare a far lavorare i nostri quaranta dipendenti pensai ancora a qualcos’altro. Grazie al melaminico e alle sedute per ufficio la produzione riprese ed iniziammo verso i primi anni Ottanta a sviluppare una fitta rete di vendita sull’intero territorio nazionale investendo fortemente anche su nuovi prodotti».

Nel 1987, dopo aver dedicato 55 anni di lavoro appassionato e tenace allo sviluppo delle sue idee, Bruno decide di andare in pensione lasciando a figli e nipoti l’azienda. Bruno che continua a dipingere, inizia la sua produzione di liriche in versi senza però mai smettere di progettare nuove soluzioni. E chissà che non ci regali ancora qualche invenzione innovativa.

Catia Di Luigi

 

di Catia Di Luigi

martedì 28 febbraio 2012 alle 9:10

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2 commenti per 'L’arte di Bruno, fabbro inventore'

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  1. L’articolo di Catia di Luigi piace ed è scritto molto
    bene. L’intervista si legge con grande interesse.
    L’articolo è reso ancora più bello perchè è impreziosito da tre fotografie a colori. Infatti
    il lettore ammira due opere, due quadri ed, inoltre, Bruno Di Donatantonio, il fabbro inventore.
    Il bravissimo uomo, anche pittore e poeta, è nato e vive a Montorio al Vomàno. Ha superato il 26 febbraio
    90 anni. Perciò vivissimi auguri. Ad multos annos. Per
    tanti anni ancora in buona salute.

    Giovanni Di Luigi

    4 Mar 2012 alle 18:35

  2. Grazie per il bellissimo articolo.
    Nonno è una persona semplicemente speciale.

    Andrea Amodeo

    14 Mar 2012 alle 14:17

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