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«Guai a chi tocca il santo», fedeli contro il vescovo

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Il vescovo di Sulmona, Angelo Spina

«Dio ce l’ha dato, guai ora a chi lo tocca». Con queste parole, a tratti urlate con rabbia, un gruppo di fedeli, perlopiù donne anziane, ha bloccato la cerimonia religiosa con cui il vescovo di Sulmona, Angelo Spina, avrebbe dovuto prelevare la statua con le reliquie di san Pelino, patrono della locale diocesi, per trasferirle in un santuario di Durazzo, in Albania, luogo di nascita del santo. Non avendo ottenuto ciò che volevano, dopo essersi radunati questa mattina all’esterno della chiesa, il gruppo di fedeli è entrato dentro mentre il vescovo stava pregando e, di fatto, l’ha costretto a sospendere la liturgia.

Lacrime, disperazione e rabbia sono durate quasi un paio d’ore. Alla fine, dopo un breve colloquio, monsignor Spina ha deciso di rinunciare, almeno per il momento. «Visto che c’è bisogno anche di calma e serenità – ha detto – è bene forse per il momento, ma solo per il momento, sospendere».

Il rinvio riguarda lo spostamento di una reliquia, solo un piccolo frammento delle ossa conservate nel braccio d’argento e negli altri ornamenti della statua di san Pelino. Un’operazione per la quale la diocesi ha ottenuto il via libera dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Lo scopo? Semplice e, in fondo, condivisibile: creare un ponte di amicizia tra due diversi luoghi di culto sulla base del messaggio universale della Chiesa.

La decisione del prelato è stata salutata con soddisfazione dal sindaco di Corfinio, Massimo Colangelo, un novello Peppone (di fede buddista, pare) che ha tentato fino alla fine una mediazione anche se, tra le righe, non è riuscito a nascondere di tifare per i propri contribuenti. «Ha prevalso il buon senso», ha commentato al termine di una mattinata fin troppo agitata per un paese che conta poco più di mille anime benché la sua storia sia antica e risalga ai Romani. Le proteste dei cittadini, in alcuni casi condite da neanche troppo velate minacce, sono per il momento sospese. Ma la querelle non finisce qui. Atteso per domani un incontro in municipio, mentre i fedeli (anzi, le fedelissime) firmano una petizione e annunciano di volersi rivolgere al Papa se il vescovo tornerà in chiesa con le stesse intenzioni.

Nicola Catenaro

Pubblicato il 23 febbraio su Corriere.it
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di Nicola Catenaro

sabato 25 febbraio 2012 alle 0:15

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