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Caso Straccia, la soluzione del mistero è sul ponte

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L'accesso al Ponte del Mare dalla riviera sud

Il mistero di Roberto Straccia, lo studente marchigiano scomparso a Pescara il 14 dicembre mentre faceva jogging e restituito cadavere dal mare a Bari il 7 gennaio, si nasconde in uno spazio di poche centinaia di metri. Ne sono ormai convinti gli inquirenti, i quali ritengono sia «ragionevole» pensare che la chiave dell’enigma è sul Ponte del Mare e nell’area portuale sottostante. L’ultima telecamera a riprendere il ragazzo, infatti, non è solo quella prima del ponte ciclopedonale tra le riviere nord e sud (che inquadra anche i due runners che lo inseguono e che hanno detto di non ricordare nulla). Sono infatti ora spuntate anche le immagini di due altre telecamere: quella della zona del porto che intercetta lo studente mentre sale sulla rampa di accesso del ponte e quella che, dallo stabilimento Apollo sulla riviera nord, subito dopo il ponte, immortala i due inseguitori di Roberto ma non lui.

Le immagini, inedite, sono state trasmesse ieri nel corso della trasmissione Rai «La vita in diretta». Qualcosa, sul Ponte o subito dopo, è accaduto. Ma rimane un mistero.

Le ipotesi sono diverse. Al termine del collegamento ciclopedonale, che scavalca il porto ad un’altezza anche di quindici metri dall’acqua, Roberto potrebbe aver deviato verso il molo nord ed essere arrivato fino al faro. Qui potrebbe essersi sentito male prima di cadere nell’acqua (questo spiegherebbe la scarsa quantità d’acqua nei polmoni che l’autopsia avrebbe rilevato, ma siamo alle indiscrezioni e non vi è nulla ancora di ufficiale) o essere caduto accidentalmente o per una spinta esterna in mare o addirittura essersi suicidato (un’ipotesi respinta con forza da familiari e amici). Tuttavia, prima di arrivare alla fine del ponte, lo studente potrebbe anche aver deciso di arrestare la propria corsa o in alternativa di tornare indietro, gettandosi in acqua da quella altezza nella prima ipotesi (è molto strano, però, che non vi siano testimoni di un fatto così eclatante) o tornando alla rampa di accesso e deviando verso la banchina sud fino alla darsena nella seconda ipotesi. Anche la darsena potrebbe essere uno degli ultimi punti toccati da Roberto prima di finire in acqua. Sul Ponte del Mare e sull’area sottostante e circostante (moli nord e sud del porto di Pescara) si è concentrato questa mattina anche il sopralluogo dell’ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano che, insieme ad un pool di esperti e tecnici messi a disposizione dall’associazione Neutro Plurale (tra questi, l’anatomopatologo Enrico Risso, lo psichiatra Alessandro Meluzzi e l’avvocato Emilia Velletri), sta indagando sulla morte del giovane. Garofano ha anche incontrato, sempre a Pescara, la famiglia Straccia. Ulteriori elementi si attendono dall’autopsia, da cui si è già appreso che Roberto sarebbe morto per annegamento.

Nicola Catenaro

Pubblicato il 13 gennaio 2012 su Corrieredellasera.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Nicola Catenaro

sabato 14 gennaio 2012 alle 9:29

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