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Folk d’Abruzzo, vola negli Usa la poesia dei DisCanto

4 commenti

I DisCanto a Vineland (New Jersey) lo scorso 12 ottobre

Sembra quasi di vederli, i boscaioli di Villavallelonga, camminare verso casa cantando “L’aria alla Villa è l’aria fina, bbiate a chi ce sta, chi la respira. I ttrune, i ttrune anè, bbiate a chi ce sta, chi la respira” (L’aria alla Villa è aria fina, beato chi ci sta, chi la respira. E tuona, tuona, beato chi ci sta, chi la respira”), rassicurando il proprio amore a chi li sta aspettando. O le donne di Cupello battersi il petto cantilenando “Mare maje”, “povera me”, con melodie che ricordano quelle balcaniche, ereditate dall’invasione turca del XV secolo: melodie che si ritrovano anche nel terzo movimento della prima sinfonia di Malher, autore attento alle tradizioni popolari di quell’area. Filastrocche, ninne nanne e canti d’amore della tradizione contadina abruzzese sono nel repertorio del terzo millennio del gruppo sulmonese di musica etnica abruzzese “DisCanto”.

Sembra quasi di assistere alla sincronizzazione dei movimenti rapidi e precisi dei mietitori dell’area peligna e dell’Aquilano ascoltando la riproposizione dei loro canti strascinati, o di vedersi sfilare davanti i pastori di Alfedena o quelli di Villavallelonga, mentre si dondolano al ritmo delle loro nenie.

In virtù del lavoro di recupero folkloristico dei DisCanto oggi possiamo apprezzare come la tradizione popolare abruzzese sia pregna anche di canzoni nate dall’incontro con le poesie degli insegnanti dell’area, come accade per “Erba odorosa”, basata su un testo molto probabilmente scritto dal poeta di Bugnara (Aq) Vittorio Clemente, che negli anni ‘20 insegnò lì, o per la Serenata dell’ubriaco, di un altro insegnante, il professore-poeta Vittorio Monaco.

Motore del gruppo è il leader Michele Avolio, fautore di un’appassionata ricerca decennale maturata nelle sue precedenti esperienze folkloristiche, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare alla fine degli anni ‘70, ai gruppi “Acquaragia” e poi “Vico del Vecchio”, fino ad approdare, dal 1995, nella formazione dei DisCanto così come la si conosce oggi: il compositore e cantante Michele Avolio a chitarra, bouzouki, ciaramella, percussioni; Sara Ciancone a violoncello, percussioni e cori; Germana Rossi alla voce, violino e fisarmonica; e il giovane Antonello Di Matteo (25 anni oggi, 17 quando si unì a loro) a zampogna, clarinetto, flauti, fisarmonica e organetto.

La loro missione è proporre la musica folkloristica abruzzese partendo dalle canzoni contadine che, per vie privilegiate, il leader Michele Avolio poteva ascoltare ancora negli anni ‘60, come figlio di cantori spontanei di Pacentro. Canzoni che già dalla fine dei ‘70, per via della meccanizzazione dell’agricoltura e del fenomeno dell’emigrazione fuori regione, andavano disperdendosi come semi di soffioni.

«Chiaramente le nostre sono reinterpretazioni – spiega Michele Avolio – Teniamo fede alla melodia ed ai testi, ma dobbiamo ricordare che si tratta di canti che per lo più si intonavano nei campi o durante lavori in campagna, e che quindi erano senza accompagnamento strumentale. Quello che facciamo noi è arrangiare musicalmente i brani per renderli fruibili nei concerti; lo facciamo con strumenti della tradizione come la zampogna, ma anche con strumenti classici o di altre aree come per esempio il bouzouki irlandese, che è una trasformazione di quello greco: uno strumento molto simile ai vari mandoloncelli dell’area mediterranea».

In alcuni casi i DisCanto hanno allargato il repertorio facendo affidamento anche su raccolte di altri ricercatori, come nel caso delle registrazioni degli anni ‘50 ad opera dell’americano Alan Lomax. Nel loro ultimo cd in ordine cronologico, “Ride la luna”, c’è un corredo multi dialettale proveniente dalla Val Pescara, la Marsica, la Val Peligna, l’Altopiano delle Rocche e il Vastese. Per esempio la serenata di apertura, da ascoltare a luci spente, è stata raccolta insieme ad altri cinque brani nel Casauriense nei primi anni ‘70 dal compianto musicista e ricercatore pugliese Ettore de Carolis, insieme a sua moglie Donatina Furlone. Il “Sant’Antonio”, inoltre, ultima traccia del cd, è frutto di una collaborazione con il paese di Villavallelonga (Aq), ed è stata registrata durante il corteo per Sant’Antonio Abate del 16 gennaio 2007.

«La gran parte dei canti – spiega Michele Avolio – sono di tradizione orale: si ritrovava lo stesso canto in varie zone della regione con melodia o testo leggermente diversi… Questo succedeva sia grazie alla transumanza sia alla commistione dei locali con i lavoratori stagionali, che non sempre erano del posto. Le filastrocche, i canti d’amore ed i lamenti erano per lo più patrimonio delle donne che, non partecipando alla transumanza, vi si dedicavano».

I DisCanto conducono tour in regione e in tutta Italia e da sei anni restituiscono i ricordi della tradizione popolare abruzzese agli italo americani degli Stati Uniti: in particolare sono appena tornati da un viaggio che li ha visti protagonisti in Ohio, Pennsylvania e New Jersey, e hanno già fissato una data a Pittsburgh per il prossimo aprile.

Cristina Mosca

di Cristina Mosca

mercoledì 26 ottobre 2011 alle 18:00

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4 commenti per 'Folk d’Abruzzo, vola negli Usa la poesia dei DisCanto'

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  1. Grazie davvero, Cristina!
    I DisCanto

    DisCanto

    26 Ott 2011 alle 22:35

  2. non riesco a trovare una canzone popolare abruzzese, Rèsce la luna, mi potete aiutare? Grazie

    paolo

    30 Ott 2011 alle 13:37

  3. per piacere, se potete aiutarmi, non riesco a trovare una canzone popolare abruzzese, rèsce la luna, grazie

    paolo

    30 Ott 2011 alle 13:38

  4. Ciao Paolo,
    noi non abbiamo mai sentito un titolo simile.. Sai dirci se si tratta di canzone popolare o d’autore? e sai la zona di provenienza?
    Mi spiace non saper rispondere..
    Ciao
    Michele Avolio

    DisCanto

    1 Nov 2011 alle 19:27

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