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Glm, storia di un’azienda “tedesca” in Abruzzo

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Graziano Forcini (a sinistra) e Peppino Barlafante

Unindustria, il magazine di Confindustria Teramo, ha pubblicato nell’ultimo numero (ottobre 2011) la storia del Gruppo GLM, con sede a Castelnuovo Vomano, una realtà nata tredici anni fa dall’idea di alcuni operai della Mta. Graziano Forcini e Peppino Barlafante raccontano in questa intervista una bella avventura, che passa anche per l’acquisizione e il salvataggio della loro ex azienda…

 Quando è iniziata questa avventura?

Graziano Forcini: «Abbiamo iniziato nel 1998. Eravamo in tre, tutti operai dipendenti della Mta del gruppo Metalfin, la prima realtà metalmeccanica della zona, il cui stabilimento era situato nella zona di Mosciano. All’inizio è stata una sfida, avevamo voglia di fare qualcosa di importante».

L'interno dell'azienda

 

Eravate stufi della sicurezza dello stipendio?

G.F. «No, anzi. Era la voglia di fare qualcosa di importante che, forse, in seno all’azienda non era stata adeguatamente percepita».

 

Come avete messo in piedi la Glm?

Peppino Barlafante: «Abbiamo fondatola Glm, la prima delle aziende dell’attuale gruppo, sulla falsariga della nostra esperienza precedente. All’inizio è stato molto difficile. In questa nuova realtà abbiamo investito l’intera nostra liquidazione, che ammontava a quindici milioni di vecchie lire ciascuno, in totale 45 milioni di lire. A ciò abbiamo aggiunto la nostra voglia di fare. Ai nostri primi clienti abbiamo chiesto semplicemente di darci fiducia».

 

Con quali risultati?

G.F. «Glm oggi è il primo produttore mondiale di ganci per impianti di scarico. Siamo fornitori diretti del gruppo Volkswagen e recentemente abbiamo acquisito anche Ferrari e Maserati, solo per citarne alcuni dei nostri clienti. Nel settore moto, invece, ci sono Honda Italia, Bmw e Ducati».

P.B. «È stata una continua crescita, se si eccettua una piccola parentesi all’inizio della crisi, nel 2008, durata solo qualche mese. Uno dei segreti è che abbiamo avuto subito un ottimo feeling con i nostri clienti tedeschi, ai quali garantiamo puntualità e serietà. Ci dicono sempre che la nostra è un’azienda tedesca in Abruzzo».

 

Forcini e Barlafante durante l'intervista

Il vostro primo fatturato a quanto ammontava?

P.B. «Nel ’98 fatturammo 308 milioni di lire, oggi con Glm abbiamo chiuso il 2010 con 25 milioni di euro e l’obiettivo nel 2011 è di 30 milioni. Il gruppo fattura quasi 50 milioni di euro. All’inizio avevamo tre dipendenti, oggi il gruppo ne conta in totale circa 350 unità».

 

Dopo Glm, quali altre aziende sono nate?

G.F. «Nel 2007 abbiamo acquisito un’azienda a Chieti Scalo, la Rf stampi, che progetta e realizza attrezzature e stampi non solo per il gruppo ma anche conto terzi. Nel 2010 abbiamo avviato una joint venture con la Fischer Group, primo produttore mondiale di tubi, per la realizzazione di un’unità produttiva a Puebla, ad un centinaio di chilometri a nord di Città del Messico e a pochi chilometri dallo stabilimento di Volkswagen. Nel marzo 2011 abbiamo acquisito, salvandola dalla crisi, la Mta Service dal gruppo Metalfin, l’azienda da cui eravamo partiti. Siamo usciti dalla Mta da dipendenti, siamo rientrati da proprietari».

 

Qual è la forza della vostra azienda?

G.F. e P.B. «Il personale».

P.B. «Formazione e personale per noi sono valori fondamentali».

G.F. «Il valore umano è la prima risorsa dell’azienda. Un macchinario lo possono acquistare tutti. E poi noi abbiamo iniziato investendo sul nostro saper fare, figurarsi se non crediamo nelle persone. A chi sostiene un colloquio da noi viene chiesto di sposare i valori dell’azienda, che sono dedizione e disponibilità, sentirsi la maglia addosso».

P.B. «Qui lavoriamo sette giorni su sette con i turni. Ad agosto non ci siamo fermati. Non chiediamo ai nostri dipendenti di fare sacrifici se non lo facciamo noi per primi».

 

E l’innovazione?

P.B. «Investiamo moltissimo nella ricerca di nuove tecnologie, soprattutto per aumentare l’automazione ed essere competitivi sui mercati low cost. Quest’anno gli investimenti in tale senso hanno superato in Glm il 10% del fatturato».

 

Parliamo del marketing. Come vi muovete?

G.F. «Abbiamo una linea che cura in maniera specifica il marketing, ma nel nostro settore è fondamentale il passaparola…».

 

Quale errore non deve commettere un imprenditore?

G.F. e P.B. «Perdere il timone dell’azienda, credere di essere arrivati…»

 

La sede dell'azienda

di Nicola Catenaro

domenica 16 ottobre 2011 alle 18:22

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2 commenti per 'Glm, storia di un’azienda “tedesca” in Abruzzo'

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  1. HO TANTA VOGLIA DI LAVORARE CERCO LAVORO.grazie

    rosini laura

    10 Dic 2012 alle 17:28

  2. Salve,ho letto attentamente la storia della Vostra Azienda e sono rimasto molto colpito dal fatto che dal nulla si possono costruire grandi cose con impegno e tanta determinazione.Avendo perso il lavoro dopo aver dato per ben 24 anni il meglio di me e ricoperto ruoli importanti in azienda,vorrei anch’io iniziare un’attività in proprio mettendo a disposizione tutta la mia esperienza e volontà nel fare cose importanti.
    Sarebbe possibile un’incontro con i Vostri Dirigenti ?
    Cordialmente.

    Claudio Fagnilli

    10 Gen 2013 alle 11:48

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