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Torna a Cocullo l’antichissimo rito dei serpari

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Come da tradizione si rinnova stamattina l’antichissimo rito dei serpari di Cocullo (L’Aquila) che si ripete da tempi immemori ogni primo giovedì di maggio.

In questa occasione il piccolo centro di Cocullo, paese in provincia de L’Aquila arroccato su un colle nel mezzo della Valle del Sagittario al confine con la Marsica, si riempie di migliaia di visitatori, giornalisti e fotografi, provenienti da tutte le parti del mondo per assistere alla suggestiva cerimonia.

Naturalmente sono numerosi anche gli studiosi e gli antropologi che puntualmente giungono in Abruzzo per studiare ed analizzare questo antichissimo rito, definito uno dei più misteriosi ed esoterici, che risale addirittura ad un’età pre-romana e che si è mantenuto vivo attraverso i secoli, dando vita ad una cerimonia che racchiude al suo interno una mescolanza tra tradizione pagana e significati religiosi legati al culto di San Domenico di Sora Abate, un santo molto venerato nel paese di Cocullo e in tutti i territori della Marsica e della Ciociaria in generale, la cui statua ricoperta da serpenti viene portata in processione per le vie del paese.

Si pensa che il rito dei serpari di San Domenico sia andato a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni e non erano poche le credenze in merito ad una probabile valenza taumaturgica e miracolosa per cui chi era stato morso da serpenti, cani con la rabbia o altri animali velenosi, potesse guarire dopo essere stato scosso da fortissime convulsioni epilettiche, segno evidente che per opera del santo il sangue aveva rigettato il veleno.

La processione di San Domenico è il momento conclusivo e più suggestivo di una festa che inizia già alcuni giorni precedenti il primo giovedì di maggio, quando i cosiddetti Serpari si recano nelle montagne circostanti il paese per catturare i serpenti, naturalmente non velenosi, che vengono poi posti in cassette di legno per essere liberati solo nel giorno della processione. Nella giornata del giovedì la festa comincia già nelle prime ore della mattina, quando i numerosi pellegrini iniziano ad affollare le vie del borgo.

A partire dalle 10:00 i serpari esibiscono i rettili alla folla, dando loro la possibilità di toccarli per esorcizzare la consueta paura che questi animali evocano nell’essere umano. Allo stesso tempo le ragazze del paese, vestite con il costume tradizionale, offrono ai partecipanti il Ciambellato, dolce tipico cocullese. Alle ore 11:00 ha inizio nel Santuario di San Domenico la Santa Messa, che quest’anno sarà celebrata dal Vescovo della Diocesi di Sulmona e Valva Mons. Angelo Spina. Alla fine della messa ha inizio il momento culminante della giornata, quello dell’uscita del Santo, salutato dallo sparo dei mortaretti, che viene “vestito” dai serpari e viene portato in processione per tutte le vie del borgo per poi fare ritorno in chiesa. Alla fine delle celebrazioni religiose arriva il momento della convivialità, con i pellegrini che si accampano sul prato per pranzare e trascorrere qualche ora in compagnia prima di salutarsi e darsi l’appuntamento per l’anno successivo. E i serpenti? Originariamente alla fine delle celebrazioni essi venivano sacrificati come segno di devozione al santo, oggi vengono liberati dai serpari nei luoghi dove erano stati catturati.

Per l’edizione del 2011 l’apertura ufficiale dei festeggiamenti è prevista per oggi pomeriggio nell’Aula Consiliare del Comune, dove si terrà un convegno sul tema “Antropologia della paura: dal serpente al terremoto”, curato dalla Prof. Lia Giancristofaro, docente dell’Università D’Annunzio ed organizzato dall’Associazione Culturale A. Di Nola e dalla Facoltà di Scienze Sociali dell’Università D’Annunzio, in collaborazione con il Comune di Cocullo e la Pro Loco locale. Al dibattito parteciperanno il Sindaco di Cocullo Nicola Risio, il Presidente della Comunità Montana Peligna Antonio Carrara, l’Assessore alla Cultura della Provincia de L’Aquila Marianna Soccia e l’Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis.

 

(Fonte: Agenzia Astra)

di Redazione

giovedì 05 maggio 2011 alle 11:38

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Un commento per 'Torna a Cocullo l’antichissimo rito dei serpari'

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  1. Questo è uno dei più belli e suggestivi riti che l’Abruzzo ancora conserva. Essere a Cocullo, durante la Festa dei Serpari, è un’esperienza che non ha eguali.
    Ciò che mi stupì la prima volta fu vedere in che modo tutte quelle persone, senza distinzione di età, che avevano superato l’atavica paura dell’uomo per il serpente.
    Consiglio a tutti di partecipare alla Festa dei Serpari almeno una volta nella vita. Sarà un’esperienza indimenticabile!

    A presto

    Gianluca
    blog.abruzzoupndown.com

    Abruzzo Up n' Down

    4 Nov 2011 alle 23:02

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