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Alfredo De Dominicis ("Dedo")

Storieabruzzesi.it ha intervistato Alfredo De Dominicis, per tutti “Dedo” (o “Superdedo”), pilota teramano di rally pluripremiato in Italia e all’estero. Che ci ha raccontato una passione nata da piccolo e diventata un lavoro. Non sempre facile da gestire.

Alfredo, da quanto tempo corri e cosa significa per te correre?

«Corro da quando avevo 23 anni, molto tardi perchè ho seguito la carriera universitaria (si è laureato in ingegneria gestionale, ndr). Era una passione fin da piccolo ereditata da mio padre, che ho tramutato in lavoro».

Quando hai deciso che avresti fatto il pilota?

«Purtroppo non l’ho ancora deciso (risate)! Sarebbe bello farlo… Scherzi a parte, è un’attività che in Italia non dà nessuno sbocco, basti pensare che su 30.000 praticanti attualmente i piloti pagati dalle case sono solo tre. Tutti gli altri sopravvivono con sponsor privati e in questo periodo si può immaginare quanto sia difficile».

Volendoli riassumere, quali sono stati i “successi” della tua carriera?

«Il successo più importante e prestigioso l’ho ottenuto in America nel 2006 quando ho vinto il rally del Maine su una Mitsubishi privata contro lo squadrone Subaru. Poi la vittoria mi è stata tolta a tavolino per una ritardo dei miei meccanici al parco partenza. È stata una delusione incredibile ma il merito sportivo rimane. Poi ho vinto il rally di Roma, 4 volte quello di Teramo e 3 quello d’Abruzzo, ma spesso ci sono stati dei piazzamenti che sportivamente sono valsi molto di più di una vittoria, come gli eccellenti tempi fatti realizzare in Nuova Zelanda nel 2003 con una macchina non competitiva oppure la prova del mondiale vinta in Corsica sotto un forte acquazzone».

Quali piloti sono i tuoi idoli?

«Da piccolo impazzivo per Gilles Villeneuve, mentre nel rally ne ho avuti tanti perchè in ognuno cercavo di carpire gli aspetti peculiari. Non si può non apprezzare la costanza di rendimento di piloti come Makinen, Biasion oppure Loeb ma i funabolismi di Colin McRae o del nostro Gigi Galli mi fanno sciogliere».

È stato difficile realizzare questo sogno e quale sacrificio ti impone continuarlo?

La 207 di Dedo: un bolide da 285 cavalli

«E’ difficilissimo praticare uno sport molto costoso in cui non c’è distinzione tra parte manageriale e sportiva. Io e i miei colleghi non abbiamo la possibilità di concentrarci nella nostra attività sportiva perchè dobbiamo necessariamente fare i conti con gli aspetti finanziari. Chi gioca a calcio o a basket già nelle infime categorie percepisce uno stipendio di tutto rispetto. Nel nostro caso invece dobbiamo dannarci per aiutare il team per il quale corriamo a coprire le spese. È frustrante. In questo momento sono nel primo gruppo di merito in Italia riservato a quelli che nel 2010 hanno conseguito i migliori risultati sportivi. Siamo solo 17 ma non basta assolutamente ad avere neanche particolari facilitazioni».

Ti capita di avere paura quando corri?

«La paura è una componente sempre più presente. Anche se i sistemi di sicurezza sono sempre migliori le auto vanno sempre più forte e con l’avanzare dell’età è normale perdere la tipica incoscienza dei 20 anni. Però si ha più tecnica ed esperienza e questo fa sì che in questo sport si possa essere ancora vincenti anche dopo i 40 anni».

Fai anche corsi di pilotaggio? Qual è la prima cosa che insegni?

«Sono istruttore di pilotaggio presso il centro internazionale di guida sicura Alfa e Maserati De Adamich ed ho anche fondato una mia scuola a servizio delle aziende che mi supportano nelle gare ed anche di tanti privati che vogliono migliorare la loro guida di tutti i giorni. La prima cosa che insegno? Dove guardare la strada!»

Quando smetterai di correre, cosa farai?

«Beh.. la normale evoluzione sarebbe intensificare la presenza nelle scuole di pilotaggio. Molti miei colleghi lo fanno. A me però la cosa non appassiona più di tanto. In questi anni mi dicono che abbia sviluppato una ottima capacità commerciale. Ed è un aspetto che mi diverte molto e che sono certo mi permetterà di avere delle opportunità in qualunque momento decida di dargliene spazio».
Dedo è contattabile su www.superdedo.com , su Facebook alla pagina DEDO e sul sito della scuola di pilotaggio www.dedods.com.

Nicola Catenaro

 

Un primo piano di Dedo

 

di Nicola Catenaro

martedì 05 aprile 2011 alle 13:23

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Pubblicato in Interviste,Ritratti,Storie

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