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La missione di suor Daniela in Confindustria

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Fabio Spinosa Pingue e suor Daniela

«Cosa può fare una religiosa in Confindustria? E’ una domanda che mi sono fatta spesso in questi giorni, ma la risposta l’ho trovata nel Vangelo: “Siate lievito per fermentare la massa”».

Suor Daniela Di Bacco, 46 anni, responsabile della gestione del personale dell’Istituto della Dottrina Cristiana (più di 20 sedi sparse tra Italia, Congo e Bolivia) e dirigente scolastico, è entrata nel direttivo di Confindustria L’Aquila.

L’ha voluta, in qualità di “invitata permanente”, il neo-presidente Fabio Spinosa Pingue, che crede profondamente nella necessità di aprire il mondo dell’associazionismo d’impresa a quanti lavorano attivamente nel mondo del sociale e dell’educazione.

«L’amicizia tra le Missionarie della Dottrina Cristiana e il dottor Pingue è di lunga durata, dato che le sue figlie frequentano la nostra scuola a Sulmona. Si è poi approfondita e rafforzata nel tempo, ma in particolar modo si è consolidata nella triste occasione del dopo sisma, grazie alla vicinanza sua e di Confindustria al nostro Istituto aquilano, gravemente danneggiato. Forse questa circostanza drammatica ha permesso al dottor Pingue di constatare meglio il nostro lavoro, di conoscere il nostro impegno per l‘educazione, per l’annuncio del Vangelo e per il sociale. Quando ci ha proposto di entrare in Confindustria la Superiora Generale, Madre Maria Nazarena Di Paolo, ha accolto con entusiasmo questa nuova sfida. Certamente non potrò fare tante cose, ma il mio impegno sarà costante e appassionato».

Le Missionarie della Dottrina Cristiana operano a L’Aquila dal 1890 e si sono sempre dedicate alla catechesi parrocchiale e all’educazione dei bambini nella scuola dell’infanzia e primaria, ai convitti educativi ed universitari. La loro è “un’azienda” che ha sedi in tutto il mondo, migliaia di utenti e una storia centenaria.

«Viviamo quest’epoca e non possiamo stare ai margini o ignorarla. La nostra missione è un apostolato che si sporchi le mani nei problemi reali. Anche in quelli dell’imprenditore, che si trova fra una produzione di qualità e l’aumento incontrollato delle spese di gestione, nelle scelte della ricerca per un’industria rinnovata, nei problemi della disoccupazione che affligge la nostra provincia, nell’esigenza di far crescere i nostri ragazzi con modelli e valori positivi di riferimento. Per noi partecipare a Confindustria è guardare ai problemi dell’impresa con un’etica cristiana che si apra ad una rete di relazioni nuove. Oggi fare apostolato vuol dire essere di questo mondo ed esprimere attivamente i nostri valori per conquistare una globalizzazione solidale».

(Da “L’Industriale”, periodico di Confindustria L’Aquila diretto da Maria Paola Iannella, marzo 2010)

di Redazione

lunedì 21 marzo 2011 alle 17:59

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