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Ricostruire L’Aquila in 3D

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Barnaby Gunning con la t-shirt del progetto

Scrive Barnaby Gunning, architetto inglese residente a L’Aquila, nell’annunciare il proprio progetto: «A distanza di un anno e mezzo dal terremoto che ha devastato L’Aquila, c’e ancora una mancanza di visione sulla ricostruzione. Il centro storico dell’Aquila è ancora una città fantasma, chiuso. Senza un piano strategico pubblico, i cittadini non sanno ancora che sarà della loro bellissima città».

Come dargli torto? Da questa riflessione è nato il progetto-sogno di Barnaby che, in collaborazione con Google, nel mese di settembre 2010 ha reso concreta l’idea di costruire in 3D un modello virtuale della città nel suo stato attuale (per i dettagli dell’iniziativa è possibile consultare il sito di Gunning). Un modello su cui ciascuno può immaginare la rinascita del capoluogo d’Abruzzo.

Lo scopo dichiarato dell’architetto, nel giro di pochi mesi, «è quello di creare un modello 3D dell’intera città dell’Aquila, che sarà aperto a tutti e disponibile per pianificare la ricostruzione».

Il progetto “L’Aquila 3D” si è sviluppato in seguito al progetto “L’Aquila autoritratto”, basato su un programma web che permette ai cittadini di caricare le loro foto della città come era prima, e come è dopo il sisma.

Le prime fasi dell’iniziativa hanno visto la collaborazione di oltre 400 volontari, aquilani e non, impegnati nel creare una documentazione fotografica del centro storico.

Altre 200 persone hanno seguito corsi di formazione con insegnanti Google arrivati direttamente dagli Stati Uniti a spiegare l’uso di SketchUp, il modellatore 3D per Google Earth.

Ogni sabato e domenica, per sette settimane dalla fine di settembre al inizio di novembre 2010, nel cuore dell’Aquila, in piena zona rossa, sono entrate pattuglie organizzati di cittadini muniti di macchinette fotografiche, treppiedi e obiettivi grandangolo.

Il loro compito? «Scansionare fotograficamente tutti gli edifici del centro storico – spiega Gunning – cercando di fotografare prospetti, angoli e dettagli in maniera metodica per creare una fonte di informazioni per la modellazione 3D».

Risultato: hanno partecipato in totale più di 400 persone (di tutte le età) scattando oltre 60.000 fotografie.

Clicca qui per la videointervista di Gunning su youtube

di Nicola Catenaro

domenica 27 febbraio 2011 alle 12:52

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Pubblicato in Cronache,Storie

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